Sicurezza
Manifattura, a fine estate il progetto
L’assessore Mammini: entro fine mese avremo le idee chiare su cosa realizzarvi, poi ne studieremo la fattibilità
LUCCA. Tempi certi e idee chiare su quello che sarà della Manifattura Tabacchi al termine dei lavori che sono appena cominciati al suo interno. È quello che promette l’assessore al Piuss Serena Mammini rispondendo alla domanda che nell’ultimo mese le è stata rivolta più spesso: «Cosa ci fate dopo?».
La volontà, e quello già si sapeva, è quella di rendere finalmente aperto e fruibile alla città uno spazio importante sia per quanto riguarda le metrature, sia per il legame storico che ha con il tessuto sociale. La novità è l’impegno che l’assessore si è preso per il rispetto delle tempistiche: «Entro la fine del mese l’amministrazione deve avere le idee chiare su ciò che vuole realizzare, poi il tutto dovrà essere valutato in termini di fattibilità dopo di che si procederà a mettere nuovamente mano al progetto in modo che tutto l’iter dei lavori possa essere coerente con le nostre intenzioni».
Un periodo buono per conoscere ufficialmente le intenzioni del Comune potrebbe essere la fine dell’estate? «Pensiamo di sì», conclude Mammini. In ogni caso le funzioni previste saranno sicuramente quelle già annunciate un mese fa nei giorni delle ultime visite guidate all’immobile: istruzione, cultura, formazione. «In questo momento il progetto parla della realizzazione di un centro per il contrasto al disagio, di un centro di alta competenza per arti, musica e spettacolo, di un incubatore d’impresa. Quello che abbiamo in mente non si discosta più di tanto. Quindi per il momento l’Ati Unieco, incaricata dei lavori, procederà con la ristrutturazione conservativa, noi poi andremo a operare qualche cambiamento nella fase dell’allestimento della struttura».
E poi a quel punto si dovrà iniziare a ragionare anche delle potenzialità e dell’utilizzo futuro che sarà fatto dei restanti due terzi della manifattura, il corpo che insiste su Piazzale Verdi, sulle Mura e su gran parte della cittadella interna. In questo caso non è da escludere che si possa procedere anche con un’alienazione che consentirebbe di recuperare la quota del mutuo contratto dal Comune per finanziare il 40% delle spese del Piuss.
In ogni caso è ormai giunto alla parte operativa questo progetto di recupero del centro storico. Nato nel 2007 e sviluppato nel 2009, con l’inizio dei lavori posticipato di altri sei anni, nel 2015. «Ha avuto una gestione abbastanza complicata – conclude l’assessore – e questo è successo anche in tutte le altre realtà della Toscana. Quanto a Lucca, abbiamo lavorato per ottenere lo spostamento dei finanziamenti per l’ex Manifattura e la l’ex Lorenzini dalla parte comunitaria a quella regionale e questo ci ha consentito di avere più tempo per fare i lavori. Per quanto riguarda il Teatro e la Cavallerizza la fonte di finanziamento continua invece a essere quella dei fondi comunitari e in questo caso abbiamo tempi di azione più stretti e vincolanti».
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