Il dolore
Bimbo morto soffocato, si va avanti
Il giudice archivia la posizione di quattro medici, ma per altri quattro pediatri chiede al pm di formulare il capo di imputazione
LUCCA. Quattro proscioglimenti e quattro richieste al pubblico ministero di formulare i capi di imputazione per quattro indagati.
È stata questa la decisione del giudice per le indagini preliminari Giuseppe Pezzuti che ha valutato il caso del bambino Alessandro Favilla morto in seguito ad una crisi respiratoria.
Il pm aveva chiesto il proscioglimento per tutti gli indagati, ma il legale di parte civile, il professor Enrico Marzaduri, si era opposto. C'è stata quindi la camera di consiglio del gip che ha deciso per l'archiviazione per quattro medici (due del pronto soccorso e due di ospedali romani), mentre ha chiesto al pm che formuli l'imputazione coatta per un pediatra di base e altri tre medici dell'ospedale.
Si tratta dei pediatri Graziano Vierucci (medico di libera scelta), Elisabetta Spadoni dell’Asl 2, Marco Montesanti che non lavora più a Lucca (si è trasferito all’Asl5 di Pisa e presta servizio a Pontedera e Volterra) e del pediatra di famiglia Giuseppe Fontana.
Entro dieci giorni la richiesta di imputazione dovrà essere presentata al giudice per le udienze preliminari. Anche se non è detto che il giudice decida per il rinvio a giudizio anziché per l'archiviazione, il procedimento per ora va avanti, come chiedeva la famiglia del bambino.
Il legale di parte civile aveva chiesto la formulazione di una nuova perizia pneumologica per fugare dubbi e perplessità sulla tragica fine di Alessandro Favilla, il bambino di 10 anni morto improvvisamente il 25 ottobre 2012 all’ospedale Campo di Marte in seguito a una crisi respiratoria mentre si trovava a casa con i genitori.
La famiglia sostiene che il piccolo Alessandro è morto a causa di una malattia polmonare non diagnosticata con tempestività visto che - stando alla consulenza tecnica redatta dal dottor Roberto Dal Porto - «è mancata una visita pneumologica accurata mediante esecuzione di spirometria».
Dall’altra, la dottoressa Benedetta Guidi (perito nominato dall’avvocato Francesca Lenzi che difende alcuni medici indagati del pronto soccorso e il pediatra di famiglia), insiste sulla polmonite ab ingestis: l’inalazione involontaria di materiale alimentare - solido o liquido - proveniente dall’apparato digerente. In sostanza il bimbo sarebbe stato soffocato dal cibo o dal liquido (aveva bevuto del latte caldo) andatogli di traverso.
Ad opporsi alla richiesta di archiviazione della procura della Repubblica sono Alessia Marraccini ed Emanuele Favilla, i genitori del piccolo Alessandro.
La loro è una vicenda dolorosissima che è andata avanti per due anni e mezzo con un unico obiettivo: la ricerca della verità.
«Perché - dicono - Alessandro l’hanno lasciato morire». Vogliono sapere i due genitori, che recentemente hanno avuto un altro figlio, il ruolo e le presunte responsabilità dei medici che avevano in cura il piccolo sofferente di cifoscoliosi e broncopneumopatia cronica».
Inizialmente il sostituto procuratore Fabio Origlio, titolare dell’inchiesta, aveva iscritto nel registro degli indagati otto persone: due chirurghi di Roma che avevano operato il ragazzino poco più di un mese prima, quattro pediatri dell’ospedale di Lucca, un radiologo dell’ex Campo di Marte e un pediatra di famiglia. Per tutti l’ipotesi di reato era di omicidio colposo per colpa medica.
La prima perizia del consulente del pm, il professor Di Paolo di Pisa, riconduceva il decesso a una stenosi della trachea con morte per soffocamento da catarro.
La procura a quel punto aveva chiesto al gip Pezzuti un incidente probatorio per discutere, nel contradditorio delle parti, il documento peritale. Ma il giudice glielo aveva negato. Il pm allora aveva chiesto una seconda perizia per stabilire il ruolo degli otto medici. Ma il secondo documento, redatto da un medico fiorentino, impediva di fatto di reggere l’accusa in giudizio per insufficienza di elementi tali da individuare uno o più responsabili della morte del piccolo Alessandro.
Così la decisione di chiedere l’archiviazione.
«Stamani ci ha svegliato la telefonata del nostro avvocato con questa bella notizia...siamo solo all'inizio, ma oggi si è acceso un lume di speranza nella giustizia italiana...non poteva essere diversamente...la verità era fin da subito scritta nell'autopsia...oggi il giudice l'ha confermata!» scrivono i genitori di Alessandro su Facebook.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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