Gioco
Irons si congeda da Lucca affascinato dalla città
Ospite della manifestazione “Film Festival”, l’attore inglese ha stupito tutti per la gentilezza, la sensibilità e la cordialità. Un’idea di cinema tutta europea
LUCCA. Una poesia di Apollinaire per congedarsi dal pubblico del Giglio, i sorrisi e la grande disponibilità con i fan che lo hanno circondato in più di un'occasione.
E poi le sue riflessioni, mai banali eppure semplici e dal linguaggio ricco di immagini, oltreché una grande ammirazione per la città. Saranno ricordati i giorni lucchesi di Jeremy Irons. Ospite da venerdì del Lucca Film Festival – che oggi (domenica 22) per la sua giornata conclusiva si trasferisce a Viareggio -, l'attore britannico è stata una vera e propria rivelazione di umanità, gentilezza e sensibilità. Qualità spesso difficili da individuare in una star del suo calibro e che lui, invece, ha dimostrato in tutte le numerose occasioni di questi giorni lucchesi.
Come nell'incontro di sabato mattina al teatro del Giglio, nel corso del quale ha spiegato il suo modo di essere attore, fatto di apertura e di comunicazione, e la sua idea di cinema, tutta europea e poco americana.
Al termine, prima del bagno di folla cui non si è sottratto regalando sorrisi e autografi, ha voluto salutare il pubblico con alcuni versi del poeta francese Apollinaire, che invitano a non avere paura e a volare: un omaggio anche all'Italia - Apollinaire era nato a Roma –, cui Irons è molto legato. Il suo prossimo film, tra l'altro, lo girerà in parte nel nostro Paese e a dirigerlo sarà Giuseppe Tornatore. I due premi Oscar – l'attore lo vinse per il “Mistero von Bulow”, il regista siciliano per “Nuovo cinema Paradiso” - venerdì hanno pranzato in un ristorante della città per discutere delle riprese, che inizieranno ai primi di aprile. Sabato, per Irons, è stato poi il giorno della visita al museo-casa natale di Puccini.
Qui è allestita una sezione della mostra “Evolution” che ripercorre la carriera di David Cronenberg, il cineasta canadese cui è stato dedicato il Lucca Film Festival e al quale l'attore è legato da un consolidato rapporto professionale oltreché di amicizia. Irons si è soffermato a lungo nelle stanze che ospitano i cimeli pucciniani, ribadendo l'ammirazione per la città già espressa fin dal suo arrivo.
Un entusiasmo che condivide con la moglie Sinead Cusack, attrice e tra i protagonisti, con lui, del film “Io ballo da sola” di Bernardo Bertolucci, girato nel 1996 nel Chianti senese. Con il marito in questi giorni, sabato Cusack ha introdotto la proiezione de “La promessa dell'assassino”, una delle pellicole di Cronenberg inserite nel festival. «Lucca – ha detto - è una città meravigliosa».
Per Irons, poi, non è mancato il bagno di folla a conclusione della giornata, nella notte della festa del cinema, quando dalle 19 all'1 tutto il centro storico si è trasformato in un grande set a cielo aperto con la reintepretazione e le scenografie di oltre 40 celebri film. Anche venerdì erano stati diversi i momenti intensi con l'attore inglese, giunto al Lucca Film Festival anche per rappresentare Cronenberg, impossibilitato a partecipare per motivi di salute. Proprio nei confronti della rassegna Irons ha avuto parole di elogio nella serata di gala al cinema Moderno, durante la quale gli è stato consegnato il premio alla carriera. «Sono orgoglioso di voi – ha detto – che riuscite a portare avanti questo festival». E la mattina il suo primo impatto con la città era stato con i bambini della scuola primaria Pascoli, che gli hanno consegnato disegni e mazzi di carte di “Scarty”, il grande gioco-concorso promosso da Sistema Ambiente e dal Comune per diffondere le buone pratiche e il rispetto per l'ambiente. Oltreché posare sorridente con i bimbi, Irons – attivo e convinto ambientalista - ha voluto conoscere attentamente il progetto, che ha lodato e incoraggiato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
