Lutto
Il lavoro al femminile è più precario e pagato peggio
LUCCA. La “fotografia” del lavoro femminile in provincia di Lucca che si registra da una recente indagine statistica fa emergere un quadro con luci e ombre: dove per luci si intende il trend positivo...
LUCCA. La “fotografia” del lavoro femminile in provincia di Lucca che si registra da una recente indagine statistica fa emergere un quadro con luci e ombre: dove per luci si intende il trend positivo nelle assunzioni al femminile nel corso del 2014 e per ombre il fatto che le donne abbiano comunque contratti precari, spesso stagionali, siano meno pagate e ricoprano figure professionali meno qualificate degli uomini. La ricerca è quella condotta dall'ufficio statistica della Provincia.
Le assunzioni di donne sono concentrate in un numero ristretto di settori: turismo, istruzione, commercio (che assorbono circa 2/3 del totale degli avviamenti femminili), a cui si possono aggiungere le attività ricreative (arte, sport, divertimento), i servizi alle imprese e i servizi domestici. La domanda di lavoro femminile, rispetto a quella maschile, risulta pertanto più terziarizzata. Confrontando i dati con quelli riguardanti gli uomini, infatti, si nota che questi ultimi trovano più facilmente sbocchi nei settori primario e secondario (in particolare, industria manifatturiera e costruzioni, che rappresentano il 40% del totale delle assunzioni maschili).
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