Lutto
Rsa in concessione scatta l’allarme tagli sul personale
In ballo ci sono 230 posti di lavoro nelle tre case di riposo comunali. I sindacati convocano gli addetti in assemblea
LUCCA. Ci sono «tanti punti interrogativi e tante preoccupazioni», per dirla con le parole del sindacalista della funzione pubblica Uil Pietro Casciani, sul progetto del Comune di cedere ai privati le sue tre case di riposto. Oltre alle incognite sulle garanzie relativamente al numero di assistiti (allo stato attuale 230 fra Pia Casa, Monte San Quirico e Villa Santa Maria) e al mantenimento dei livelli qualitativi dell’assistenza (come ha ammesso ieri l’assessore al sociale Ilaria Vietina), altre incognite pesano sul personale. Allo stato attuale gli operatori sono 230 (60 a Villa Santa Maria, 90 alla Pia Casa, 80 a Monte San Quirico), suddivisi all’incirca in una metà dedita all’assistenza e l’altra assegnata a servizi, fisioterapia, assistenza infermieristica (ad esempio alla Pia Casa gli operatori sono così suddivisi: 30 addetti ai servizi vari come pulizie e cucina, 8 educatori, 8 infermieri, due fisioterapisti, i restanti 42, poco meno della metà del totale di 90, destinati all’assistenza).
Al momento i sindacalisti non hanno alcuna certezza sul progetto del Comune. «Ci hanno fornito solo la delibera del consiglio comunale - dice Casciani, con Paola Paganelli della Uil e Michele Massari della Cgil - che dà l’ok alla proposta di concessione della gestione della Rsa piuttosto che l’appalto. In pratica, discorsi e basta. Siamo preoccupati dell’impatto della nuova organizzazione delle Rsa attraverso la concessione, avrà una ripercussione sui numeri degli operatori».
«A onor del vero - continuano - l’assessore Ilaria Vietina ci aveva accennato al piano di esternalizzazione delle Rsa circa un mese fa, ma senza andare oltre. Ci hanno poi convocati il 18 marzo», il giorno dopo alla seduta in cui il consiglio comunale aveva autorizzato la procedura.
«Abbiamo espresso già durante l’incontro i nostri dubbi, perplessità e preoccupazioni, legati da una parte al rischio della caduta del livello qualitativo dei servizi che all'interno delle Rsa sono stati storicamente buoni, dall’altra alla preoccupazione che riguarda la ricaduta occupazionale, vale a dire il numero degli operatori, delle ore e dei servizi che questi svolgono all'interno delle strutture che, non dimentichiamo, hanno già subito un taglio a dicembre 2014. Inoltre abbiamo fatto presente i rischi sulle eventuali ripercussioni economiche riguardo le rette che potrebbero lievitare e che ricadrebbero sui cittadini».
I sindacati hanno fissato intanto due appuntamenti. «Per discutere con i lavoratori di tutto questo abbiamo convocato un'assemblea al polo didattico di Maggiano il 24 marzo alle 17 - spiegano i sindacalisti -. Il confronto con i dipendenti sarà determinante per le iniziative da prendere». All’amministrazione invece, continuano, «abbiamo chiesto un incontro, programmato per il 15 aprile. Per quest’ultima occasione l’assessore Ilaria Vietina si è impegnata a fornirci la documentazione relativa all'impatto sui lavoratori di questa operazione, documento peraltro già richiesto all'amministrazione comunale da oltre un anno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
