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Lucca

parla dimitri corti (lionard)

«Richieste in aumento per tutta la Lucchesia»

«Richieste in aumento per tutta la Lucchesia»

LUCCA. «La lucchesia è una zona che ci sta dando soddisfazioni e sulla quale stiamo investendo molto tempo e risorse». La vendita di Villa Reale è solo l’ultimo affare condotto in porto dalla Lionard,...

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LUCCA. «La lucchesia è una zona che ci sta dando soddisfazioni e sulla quale stiamo investendo molto tempo e risorse». La vendita di Villa Reale è solo l’ultimo affare condotto in porto dalla Lionard, la società di intermediazione immobiliare guidata dal fiorentino Dimitri Corti. Che spiega quali sono le carte che il nostro territorio ha da giocare sul mercato immobiliare di fascia più elevata.

«Innanzitutto - spiega Corti - la percentuale di ville in vendita a Lucca non è particolarmente superiore rispetto ad altri territori. È solo che, essendoci più dimore storiche, ce ne sono di più anche in vendita».

Il nostro territorio è al centro di un’operazione promozionale molto “spinta”, soprattutto negli ultimi due-tre anni, che si concretizza in tour in giro per il mondo per mostrare ai possibili investitori le offerte in portafoglio.

«La Toscana è ancora un territorio che riusciamo a vendere bene come immagini. E anche la lucchesia interessa molto. Da una parte attira la storia di queste ville. Dall’altra bisogna considerare che il modo di spostarsi è cambiato: chi acquista una villa sulle colline oggi non ha problemi a fare mezz’ora di auto per spostarsi sulla costa, al mare, o a fare shopping a Firenze. E quando torna alla sera può essere contento di avere un luogo in campagna dove rilassarsi. Anche per questo, negli ultimi tempi stiamo ricevendo telefonate da persone che chiedono espressamente una villa a Lucca.».

Ma quanto conta, nella decisione dei proprietari italiani di vendere, il “cambio generazionale”, la difficoltà di continuare a mantenere immobili impegnativi? «Certo, tutto questo può influire - risponde Corti - ma il punto più significativo è che negli ultimi 10-15 anni si è avuto un cambiamento nell’abitudine di vita. Per il cliente degli Stati Uniti e della Gran Bretagna è normale venire in vacanza in Italia ogni anno, senza spendere fortune negli spostamenti. D’altro canto, molte famiglie italiane hanno figli che studiano e che vivono e lavorano all’estero, con il risultato di spostare la loro attenzione dall’Italia ai Paesi oltre frontiera».(l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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