Finanza
Una discarica abusiva a due passi dal Carrefour
Lucca: ombrelloni, elettrodomestici, indumenti abbandonati in una piazzola sterrata. Probabilmente usata anche per abbandonare refurtiva di qualche "colpo"
LUCCA: Una discarica a cielo aperto ad un chilometro di distanza dalle mura cittadine. Non ci sono altre parole, purtroppo, adatte a descrivere la situazione critica in cui versa uno spiazzo isolato situato dietro il centro commerciale Carrefour in via Martiri delle Foibe. Una larga strada sterrata che si allunga tra il parcheggio dell’ipermercato e i campi che lo circondano creata, ormai una quindicina di anni fa, a beneficio del cantiere che si occupava della creazione del futuro centro commerciale e da allora abbandonata a se stessa, utilizzata al più occasionalmente da camionisti di passaggio come stazione di sosta notturna.
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Nessuna illuminazione, nessuna abitazione nelle immediate vicinanze, nessun occhio indiscreto che, dopo la chiusura del Carrefour, possa in qualche modo interferire con l’opera di scarico dei rifiuti: il paradiso dell’inciviltà, insomma, dove chiunque può andare a disfarsi di qualunque oggetto indesiderato, in barba al rispetto dell’ambiente e alle più comuni norme civili. E in molti sembrano aver approfittato di questa opportunità. Tra i mucchi di rifiuti infatti si trovano gli oggetti più disparati: ombrelloni, indumenti, elettrodomestici, mobili, pneumatici, addirittura un materasso ed una bombola di gas completamente arrugginita, il tutto parzialmente immerso nelle pozzanghere di acqua putrida che quasi tutto l’anno si formano negli avvallamenti del terreno.
Un luogo talmente isolato da prestarsi anche ad altre attività, probabilmente ancora più losche: tra i rifiuti infatti affiorano, qua e là, borse da passeggio femminili, rigorosamente vuote. Segno inequivocabile del fatto che dei malviventi devono aver designato quello spazio come il luogo dove spartirsi il frutto di furti e borseggi e disfarsi degli oggetti compromettenti in assoluta tranquillità. Una situazione di degrado insomma che si trascina da anni e che le autorità non paiono in grado di arginare, nonostante le numerose segnalazioni fatte da cittadini amanti dell’ambiente agli uffici preposti.
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