Il Tirreno

Lucca

Dopo l’istanza fallimentare Anthea chiede il concordato

di Luca Tronchetti
Dopo l’istanza fallimentare Anthea chiede il concordato

Lucca: il 24 marzo il tribunale decide sulla richiesta di tre aziende creditrici. Il liquidatore della ditta di Auricchio presenta una procedura concorsuale

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LUCCA. Da una parte l'udienza prefallimentare, dall'altra l'istanza di concordato preventivo. Due facce della stessa medaglia con al centro la controversa vicenda dell'Anthea Tecnologia e Ambiente srl con sede in via del Brennero - l'azienda lucchese attiva da circa vent'anni che opera nel settore dell'edilizia, dello smaltimento di amianto e del fotovoltaico - che dal 7 gennaio è stata posta in liquidazione.

Allora fu fulmine a ciel sereno con i dipendenti, all'oscuro delle decisioni del vertice aziendale, che ripresentatisi al lavoro dopo la pausa natalizia trovarono i cancelli chiusi e il presidente Camillo Auricchio, nato a Napoli e residente a Lucca, che detiene il 95% delle quote (il restante 5% appartiene alla compagna Piera Carassiti) irraggiungibile e all'estero (forse in Africa).

Udienza pre fallimentare. Stante la situazione di dissesto - con numerosi creditori che hanno fatto ricorso a decreti ingiuntivi per poter entrare in possesso delle somme dovute - il tribunale fallimentare ha fissato per martedì 24 marzo un'udienza prefallimentare di fronte al collegio (presidente Giulio Giuntoli, Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) visto che tre aziende che vantano crediti importanti hanno presentato istanza di fallimento.

Concordato preventivo. Sarà anche un caso, ma martedì 17 marzo il socio liquidatore di Anthea, Paola Vannini, ha depositato in cancelleria una domanda di pre concordato preventivo. Poche paginette nelle quali si ricorda il volume d'affari degli ultimi quattro anni: 8,7 milioni nel 2011, 11,5 nel 2012, 7 nel 2013 e 4,7 nel 2014. Nella richiesta figurano solo dati e cifre dei ricavi delle vendite, delle prestazioni e di altri proventi. Non si fa menzione delle perdite d'esercizio e non c'è un rigo sull'ipotesi di piano concordatario e sulla ripartizione dell'attivo ai creditori privilegiati e concordatari considerando che l'esposizione bancaria supererebbe i 2,5 milioni e riguarda filiali e agenzie di istituti di credito come Monte dei Paschi di Siena, Banco di Lucca, Unipol, Cassa di Risparmio di San Miniato, Unicredit, Banca Nazionale del Lavoro. Per non parlare dei debiti verso fornitori e professionisti.

La palla al tribunale. Come motivazioni legate alla richiesta della procedura concorsuale il liquidatore fa riferimento alla crisi endemica del settore edilizio con un calo notevole di commesse oltre alla stretta del settore creditizio. La palla quindi passa al tribunale fallimentare che deve decidere se dare l'okay alla richiesta di concordato bloccando in quel modo i decreti ingiuntivi e dando il tempo necessario (120 giorni al massimo) per la stesura di un piano concordatario stipulato da professionisti di fiducia dell'azienda attraverso il liquidatore oppure il 24 marzo decretare nell'udienza pre fallimentare la fine dell'Anthea con la nomina del commissario giudiziale e l'avvio delle procedure legate all'esame dello stato passivo e all'assemblea dei creditori.

I dipendenti. Dal 25 febbraio dodici operai e otto impiegati di Anthea sono stati licenziati e sono in mobilità. Devono ricevere ancora 7 stipendi arretrati e chissà se li vedranno mai.

La procura. Sulla vicenda Anthea stanno svolgendo accertamenti procura e fiamme gialle. S’indaga per capire se siano stati commessi reati come la bancarotta fraudolenta, la truffa, il mancato versamento di contributi, il falso nelle operazioni e nella tenuta dei registri.

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