Il dolore
Blitz di Lav e Anpana per salvare i pesci
Già un centinaio di esemplari recuperati dal condotto pubblico in secca e liberati nel Serchio. Ma l'operazione continua
LUCCA. Un centinaio di pesci salvati dal condotto pubblico in secca. Pescati con il retino, depositati prima in secchi e poi in un grande contenitore acquistato allo scopo. Infine "liberati" nel Serchio all'altezza di Ponte San Quirico.
Artefice del salvataggio un gruppo di volontari animalisti, di cui quattro volontari Lav (lega anti vivisezione) di Lucca e due guardie dell'Anpana. In due ore hanno messo a segno l'operazione: gli esponenti della Lav con gli stivaloni di gomma si sono calati nel fosso e con le mani o con il retino hanno preso i pesci e li hanno depositati nei secchi pieni d'acqua tenuti dalle guardie Anpana lungo il fosso. Con i pesci al sicuro, hanno fatto tre viaggi in jeep a Ponte San Quirico per liberarli in acqua.
Il blitz è stato eseguito la mattina di giovedì 19 marzo, nel corso di un paio d'ore dalle 10 alle 12, nel tratto di condotto pubblico nelle vicinanze di piazza San Francesco. "Abito in quella zona - spiega Lucilla Lenzi della Lav -. Vedere i pesci che boccheggiano, che stanno per morire per asfissia per via della poca acqua nel condotto pubblico è intollerabile. Così abbiamo messo insieme un piccolo gruppo e ci siamo dati da fare. Ripeteremo l'operazione nel pomeriggio, nel tratto del fosso tra la Madonna dello Stellare e porta San Jacopo".
La Lav inoltre è preoccupata per la qualità dell'acqua nel condotto pubblico in particolare in prossimità di porta San Gervasio. "Lì l'acqua è alta fino a trenta centimetri - spiega Lucilla Lenzi -, eppure i pesci rischiano ugualmente l'asfissia. Abbiamo già segnalato il problema alla Provincia e ci auguriamo che a sua volta lo segnali all'Arpat. Temiamo che in quel punto nel condotto sversino fogne di civili abitazioni civili e mescolandosi con l'acqua i liquami potrebbero rendere l'ambiente invivibile ai pesci".
Ricordiamo che per alcuni chilometri tra Marlia e Lucca il condotto pubblico è oggetto di lavori di riadeguamento dell'alveo da parte di alcune società autorizzate a realizzare centrali idroelettriche lungo il suo corso. In parallelo le società hanno l'obbligo di ripulire il condotto dalle tonnellate di rifiuti di qualsiasi natura che purtroppo lo popolano. I lavori, stando alla tabella di marcia annunciata a suo tempo, dovrebbero però essere quasi al termine.
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