Sicurezza
In stato di abbandono la viabilità e i cimiteri
BAGNI DI LUCCA. Rolando Landi si fa portavoce delle lamentele degli abitanti di Guzzano, Pieve e Gombereto , tre frazioni collinari sopra il capoluogo dove risiedono circa 150 persone. Dice di non...
BAGNI DI LUCCA. Rolando Landi si fa portavoce delle lamentele degli abitanti di Guzzano, Pieve e Gombereto , tre frazioni collinari sopra il capoluogo dove risiedono circa 150 persone. Dice di non voler considerare la situazione di emergenza degli ultimi dieci giorni «perché è stato fatto anche troppo», ma denuncia la trascuratezza che a suo avviso domina in queste tre località da quasi tre anni e la rabbia che in lui nasce quando gli abitanti, in presenza di mancanze da parte della amministrazione, «se la prendono» direttamente col delegato.
«Eccetto qualche intervento per tappare le buche nella strada, che dobbiamo percorrere come se facessimo uno slalom, non sono stati fatti grandi lavori; gran parte delle opere promesse aspettano ancora di essere compiuti – afferma Landi –. Alla Pieve di Controne abbiamo il problema del muro del cimitero che gonfia e rischia ogni giorno il crollo. Se dovesse accadere, la frazione resterebbe isolata. Il pericolo è presente da diversi anni: il rischio crollo in presenza di forti piogge aumenta e col trascorrere del tempo la situazione si aggrava. Il Comune conosce la situazione.
«A Guzzano mancano le fognature, i lavori fatti nella zona sono irrilevanti. Tra poco si presenterà come ogni anno il problema dell'erba che cresce a dismisura lungo le strade, creando una situazione di pericolo sia per gli automobilisti che per i ciclisti, i motociclisti e per chi ama camminare a piedi: spesso le frasche arrivano a coprire quasi tutta la strada. Per due anni consecutivi siamo stati noi abitanti della zona a ripulire il tratto che va da Longoio a Guzzano, e anche quello da Guzzano alla Pieve per proseguire fino a Gombereto per evitare rischi e per offrire ai villeggianti che arrivano l'estate un aspetto decoroso. Una famiglia che viene qua ogni anno per rimanerci sei mesi chiede la luce pubblica davanti alla propria abitazione: ancora non abbiamo avuto risposta».
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