Il dolore
Il mercato di S. Lorenzo modello per il Carmine
Tra la primavera e l’estate la giunta farà conoscere il progetto di recupero L’obiettivo è un rilancio in grande stile che coinvolga anche il privato
LUCCA. Uffici comunali al lavoro per preparare nei dettagli il progetto di riqualificazione del Carmine: la presentazione ai cittadini avverrà tra la primavera e l’inizio dell’estate negli spazi del mercato, che l’amministrazione Tambellin intende recuperare e rilanciare anche grazie al sostegno economico (fondamentale) della Fondazione Cassa di Risparmio.
Il sindaco e la sua giunta spiegheranno ai lucchesi quali sono gli obiettivi per togliere dall’oblìo una struttura che per tanti anni è stata abbandonata ed è in declino, nonostante l’impegno profuso ogni giorno dai pochi commercianti rimasti.
Orgogliosi del “loro” Carmine, ma amareggiati come tutti i lucchesi nel vedere una struttura così ricca di potenzialità e di fascino andare alla deriva.
Tambellini ha promesso di voltare pagina. Nell’incontro con la cittadinanza spiegherà i progetti: sia quelli tecnici che quelli relativi al futuro uso del Carmine, che vedrà salvaguardata la sua vocazione di cittadella dell’agroalimentare.
Il l Comune vorrebbe far tornare a nuova vita il Carmine sulla falsariga del mercato di San Lorenzo a Firenze. Nel corso del 2014 è stato restituito a Firenze uno dei luoghi più significativi della città: il primo piano del mercato coperto di San Lorenzo.
Il progetto è divenuto realtà a celebrare i 140 anni dell’architettura in ferro e vetro eretta nel 1874 ad opera dell’architetto Mengoni – autore anche del mercato di S. Ambrogio e della più celebre Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Lo scopo, ripopolare un pezzo importantissimo e vitale del centro di Firenze con botteghe tradizionali che restituiscono centralità agli artigiani del gusto.
Al Carmine entro l’estate partiranno i lavori del costo di 500mila euro per recuperare il camminamento al primo piano, ripristinando le coperture e le relative volumetrie che non sono previste dall’attuale regolamento urbanistico, e nel contempo si intende riaprire le finestre interne che affacciano sulla piazza interna coperta. Poi dovrà essere aperto il cantiere per le opere del costo di due milioni e mezzo per la messa a norma dell’edificio.
Il terzo step sarà individuare un privato a cui affidare la gestione del mercato: un affidamento di lunga durata in cambio dell’impiego di una cifra considerevole - intorno ai sei milioni di euro - necessaria per la definitiva ristrutturazione.
Tra le ipotesi, anche quella di far aprire un ristorante al piano superiore mentre nell’area della chiesa l’obiettivo è ospitare negozi e una media distribuzione.
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