Sicurezza
«Odissea di 3 mesi per curare mia figlia»
Lucca: l’infiammazione a un occhio, la tumefazione e un ascesso costringono la piccola a subire un doppio intervento chirurgico
LUCCA. Da tre mesi sta vivendo un’odissea che non è ancora finita. Una serie di ricoveri in vari ospedali, diagnosi e cure non risolutive, infine una risonanza magnetica che svela i motivi dei continui malori: una massa cerebrale che preme sull’occhio sinistro, al punto da spingerlo fuori dall’orbita.
Quella che viene definita una cellulite periorbitale, non risolvibile con la terapia antibiotica. Un ascesso da drenare chirurgicamente.
E quindi l’immediata corsa al Gaslini di Genova, l’intervento chirurgico urgente, settimane di degenza e ora la necessità di un altro intervento, a Pavia, perché quella massa ha interessato anche le vie nasali.
Un’odissea che ha per protagonista - suo malgrado - una bambina lucchese in età prescolare, che assistita continuamente dalla mamma e dagli altri familiari, sta lottando con grande forza e coraggio per poter tornare a fare una vita normale, rientrare a casa, rivedere i piccoli amici, andare a scuola.
E’ proprio la mamma, Manuela Gonnella, a raccontare il dramma che sta vivendo la figlia, a chiamare in causa anche l’assistenza che è stata fornita alla piccola in tutti gli ospedali che ha frequentato in questo mesi.
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«Tutto è cominciato alcuni mesi fa. Mia figlia – dice Manuela Gonnella – aveva un occhio gonfio, aveva allucinazioni e mal di testa, addirittura ha preso la polmonite. L’abbiamo portata al Meyer di Firenze, poi al San Francesco di Barga, dove però non c’è l’oculista e quindi il giorno dopo al pronto soccorso del San Luca.
«La prima diagnosi - continua la mamma - è stata quella di una infezione, una infiammazione alla palpebra. E’ stata ricoverata in pediatria alcuini giorni, sottoposta a terapia antibiotica e poi mandata a casa».
Ma l’occhio non guarisce, anzi peggiora. Mamma Manuela riporta la piccola al San Luca.
«L’oculista la visita – racconta – e le cambia le gocce che tra l’altro devo andare a comprare in farmacia perché in ospedale non erano disponibili. Poi però devo insistere perché venga ricoverata in pediatria, le viene somministrata ancora una terapia antibiotica, l’occhio esternamente migliora ma io lo vedo diverso. Insisto perché venga controllata per bene e alla fine viene disposta una risonanza magnetica».
E proprio quell’esame fa finalmente luce sulle condizioni della piccola.
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«Conclusa la risonanza- racconta Manuela Gonnella - vengo chiamata e mi viene detto che c’è una massa cerebrale che spinge fuori l’occhio. Un tumore, chiedo? No, ma si comporta come se lo fosse. Mi dicono anche perchè ho aspettato tanto a portare la bimba quando invece sono mesi che giro per gli ospedali.
«Torno in reparto e chiedo al personale che venga chiamata un’ambulanza per trasferire la bimba al Gaslini. Devo discutere un bel po’, prima che si accetti la mia richiesta. Arriviamo a Genova e il giorno dopo fatta la Tac la bimba viene operata d’urgenza all’occhio da un medico fatto arrivare da Milano. Siamo da 20 giorni in ospedale - conclude la mamma - e mia figlia è sempre sottoposta a una forte terapia antifiotica, l’infiammazione ha interessato anche le vie nasali e adesso dovremo andare a Pavia per un altro intervento. Spero che sia l’ultimo, vogliamo tornare a casa, alla nostra vita normale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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