Il dolore
Bagni, graduale ritorno alla normalità
Continuano i sopralluoghi nelle zone colpite dalla bufera di vento, suolo pubblico gratis per i lavori di ripristino nelle case
BAGNI DI LUCCA. Non cessano i sopralluoghi dell'amministrazione comunale nelle zone danneggiate dalla bufera di vento del 5 marzo. In prima linea anche il sindaco, che, come dice, non molla la presa.
Anche domenica Massimo Betti ha visitato la frazione di San Gemignano di Controne, sopra il capoluogo. E' questo il paese più colpito, col 90% di case scoperchiate.
Il lavoro con la Protezione Civile e il contatto con Prefettura e Provincia sono stati continui anche nei giorni festivi: l'obiettivo è riportare al più presto la normalità sul territorio così gravemente colpito.
«Abbiamo compiuto anche una ricerca storica- afferma Betti- verificando che sul nostro territorio non si è mai verificato un evento del genere. Abbiamo trovato solo nell'anno 1645 una traccia di scoperchiatura di tetti dovuta al vento. E' stato un evento davvero eccezionale, come sostengono anche le persone più anziane che non ricordano di aver mai visto nulla di simile. Dalle 6 del mattino del 5 marzo è scattata l'allerta e si è subito avviato un lavoro di squadra in cui tutti hanno dato veramente il massimo, senza risparmiarsi: Prefettura, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Unione dei Comuni, Croce Rossa, Enel, Anas, il gruppo delle Guardie Forestali. Sono state coinvolte immediatamente anche le ditte che hanno rapporti di lavoro col Comune. Posso affermare che non era assolutamente e umanamente possibile fare di più di quello che è stato fatto. Nessuno si è risparmiato, grande lavoro anche da parte dei tecnici del comune. Solo su Bagni di Lucca era impegnata una intera squadra dei Vigili del Fuoco».
«La prima emergenza - aggiunge il sindaco - è stata ripristinare l'accesso e l'energia elettrica sia nel capoluogo che nelle frazioni. Bisogna considerare la vastità del territorio e i problemi che sorgono quando si deve accedere a zone colpite superando chilometri di fili rotti, tronchi e rami che ostruiscono le strade. Il lavoro è stato ininterrotto, giorno e notte. Nel complesso sono oltre 550 le abitazioni danneggiate. Abbiamo avuto un incontro in Prefettuta col sottosegretario Domenico Manzione, ora stiamo lavorando perchè quello che successo sia riconosciuto come calamità naturale».
Betti riconosce di avere avuto una grande risposta dalle strutture e dalle persone. Ad oggi nelle zone in cui non è stato ancora possibile ripristinare in modo completo l'uso dell'energia elettrica sono in funzione i gruppi elettrogeni forniti dall' Enel.
«Ho comunque piena comprensione anche per alcune reazioni esasperate, sebbene debba riconoscere che la maggioranza degli abitanti ha reagito da subito in modo positivo rimboccandosi le maniche – continua il sindaco -. Non a caso siamo da sempre una popolazione che si è fatta conoscere in tutto il mondo per l'attivismo e le capacità di reazione».
Bilancio tutto sommato positivo ora anche per la situazione delle scuole: ci sono stati solo due giorni di chiusura per effettuare i sopralluoghi e le verifiche, lavorando anche nella giornata di domenica. Il lunedì le scuole hanno potuto riprendere il loro avvio regolare; solo il plesso di San Cassiano ha presentato delle criticità e sono stati necessari due ulteriori giorni di stop, ma l'impresa chiamata dal Comune ha lavorato anche nell'intera giornata festiva. Per la raccolta dei materiali sono in funzione due punti: uno nel parcheggio antistante lo stadio in Via di Lima a Fornoli, per il legname e il verde; l'altro in località Le Ravacce per i materiali inerti. Al momento l'oasi ecologica che si trovava a Lugliano non è utilizzabile perché ha subìto danni. «Abbiamo cercato di andare incontro alla gente – aggiunge Betti – anche con una ordinanza che consente di utilizzare il suolo pubblico gratuitamente in caso di riparazioni alle abitazioni». Preoccupa invece la situazione del cimitero del capoluogo, ancora non è accessibile per ragioni di sicurezza e per il lavoro di sgombero e pulizia che va terminato. Sono stati rimossi i grossi alberi monumentali (tre-quattro) che si sono abbattuti sui monumenti e sulle lapidi. Sono 10 le bare saltate fuori: al momento si trovano nella cappellina del camposanto. Sono invece 130 le tombe lesionate. Il camposanto è stato attrezzato degli appositi contenitori forniti dalla Unione dei Comuni e sono state messe in sicurezza tutte le fasi igienico-ambientali. A vaglio infine il recupero del parco di viale Contessa Casalini: «Sono purtroppo cadute piante di alto pregio che non possono essere bruciate, bisogna ottenere un ricavo dal legname – conclude il sindaco-. E' in corso un bando per lavorazione di alta falegnameria. In seguito faremo una accurata analisi per decidere come recuperare al meglio il patrimonio storico e culturale del nostro territorio».
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