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Lucca

Al S. Luca pochi infermieri e oss si rischia il blocco dei servizi

Al S. Luca pochi infermieri e oss si rischia il blocco dei servizi

Grido d’allarme della Cisl, secondo il sindacato mancano 27 figure rispetto alla dotazione organica Situazioni di sofferenza segnalate in vari settori, dalla medicina alla dialisi, al blocco operatorio

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LUCCA. Sos personale all'ospedale San Luca. L'allarme arriva dalla Cisl Funzione pubblica che denuncia la mancanza di almeno 15 infermieri e 12 operatori sociosanitari rispetto alla originaria dotazione organica.

Una situazione che rischia di vanificare anche gli sforzi organizzativi. Un esempio per tutti, il pronto soccorso.

Il reparto con il trasferimento al San Luca e dopo il primo periodo di rodaggio si è dato un assetto sicuramente in grado di rispondere alle necessità dei cittadini, al di là dei momenti di grande pressione come quelli in occasione del picco di influenza. Ma per far funzionare bene la struttura e la sua organizzazione serve ovviamente il personale necessario. Altrimenti le attese si allungano a dismisura.

La Cisl rende noti una serie di dati che inquadrano la situazione. Nel settore infermieristico ci sono 10 unità assenti per gravidanza; 84 beneficiano della legge 104; 17 i part time, 3 le aspettative. 85 sono le unità di personale con limitazioni. Nel campo sociosanitario: 4 gravidanze, 19 unità beneficiano della legge 104, 2 part time, 1 aspettativa. 28 le unità di personale con limitazioni.

I dipendenti con limitazioni sono quelli che, in base a una certificazione medica che attesta le loro condizioni di salute, non possono svolgere determimate mansioni, come alzare pesi, stare troppo tempo in piedi e altre.

Secondo il sindacato si evidenziano sacche di sofferenza soprattutto nei settori di medicina, pronto soccorso, dialisi, blocco operatorio, pediatria e terapia intensiva e sub intensiva.

La Cisl aggiunge che «non esiste da parte dell’azienda una analisi dettagliata sulle condizioni del proprio personale e soprattutto non si prende in considerazione che il quadro sopra rappresentato porta ad un impoverimento degli organici. E’ da ricordare come chi usufruisce della legge 104 ha diritto a tre giorni al mese per assistenza al familiare, come chi è stato accertato con limitazioni non può garantire in modo completo le proprie prestazioni. Ciò che è legalmente previsto deve essere garantito a chi ne ha diritto ma una risposta va data a tutto il restante personale che è costretto a rientri, riposi negati e continui spostamenti da un settore all’altro».

A questo punto secondo il sindacato «occorre individuare un organico base da mantenere costantemente e magari individuare un organico integrativo attraverso assunzioni a tempo onde far fronte alle numerose carenze segnalate. Pensare meno ai risparmi (sono altri i settori dove lavorare) e più alla salute dei cittadini offrendo loro servizi funzionanti e livelli assistenziali certi».

La Cisl invita la direzione ad agire rapidamente pena il trovarci con il mese di giugno alla chiusura di vari settori e conseguentemente all’allungamento delle liste di attesa, come ad esempio per gli interventi chirurgici.

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