Il dolore
Sos personale all'ospedale San Luca
Lucca: per la Cisl mancano almeno 15 infermieri e 12 operatori sociosanitari. "Si rischia il blocco di alcuni servizi".
LUCCA. Sos personale all'ospedale San Luca. L'allarme arriva dalla Cisl Funzione pubblica che denuncia la mancanza di almeno 15 infermieri e 12 operatori sociosanitari rispetto alla originaria dotazione organica.
La Cisl rende noti una serie di dati che inquadrano la situazione. Nel settore infermieristico ci sono 10 unità assenti per gravidanza; 84 beneficiano della legge 104; 17 i part time, 3 le aspettative. 85 sono le unità di personale con limitazioni. Nel campo sociosanitario: 4 gravidanze, 19 unità beneficiano della legge 104, 2 part time, 1 aspettativa. 28 le unità di personale con limitazioni.
Secondo il sindacato si evidenziano sacche di sofferenza soprattutto nei settori di medicina, pronto soccorso, dialisi, blocco operatorio, pediatria e terapia intensiva e sub intensiva.
La Cisl aggiunge che "non esiste da parte dell’azienda una analisi dettagliata sulle condizioni del proprio personale e soprattutto non si prende in considerazione che il quadro sopra rappresentato porta ad un impoverimento degli organici. E’ da ricordare come chi usufruisce della legge 104 ha diritto a tre giorni al mese per assistenza al familiare, come chi è stato accertato con limitazioni non può garantire in modo completo le proprie prestazioni. Ciò che è legalmente previsto deve essere garantito a chi ne ha diritto ma una risposta va data a tutto il restante personale che è costretto a rientri, riposi negati e continui spostamenti da un settore all’altro. Occorre individuare un organico base da mantenere costantemente e magari individuare un organico integrativo attraverso assunzioni a tempo onde far fronte alle numerose carenze segnalate. Pensare meno ai risparmi (sono altri i settori dove lavorare) e più alla salute dei cittadini offrendo loro servizi funzionanti e livelli assistenziali certi. La Cisl invita la direzione ad agire rapidamente pena il trovarci con il mese di giugno alla chiusura di vari settori e conseguentemente all’allungamento delle liste di attesa, come ad esempio per gli interventi chirurgici".
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