Sicurezza
Rsa date in concessione dopo tre anni di proroghe
Movimento 5 Stelle all’attacco: «Così si vuole risparmiare sugli anziani» Laura Giorgi mette nel mirino gli undici prolungamenti all’appalto del 2007
LUCCA. L’ultima bufera che arriva su palazzo Orsetti riguarda la gestione delle Rsa, le case di riposo. Che ora il Comune vorrebbe dare in concessione, arrivando così a chiudere una gestione che, di fatto, va avanti di proroga in proroga da ormai tre anni. Ma sulla partita, che dovrebbe approvare nel consiglio comunale di domani sera, cala la scura dei Cinque Stelle che, di fatto, “anticipano” la discussione chiedendo se questo passaggio porterà a minori servizi (e magari anche più costi) per gli anziani ricoverati.
Il Comune di Lucca ha tre case di riposto di proprietà: quella in centro, alla Pia Casa, quella a Monte San Quirico e quella a Santa Maria del Giudice. Fino a ora la gestione è in mano del Comune, con l’appalto del servizio dato alla cooperativa sociale KCS Caregiver di Bergamo.
E qui, secondo la consigliera comunale dei Cinque Stelle Laura Giorgi, c’è il primo problema. Perché la gara di appalto per affidare il servizio è ormai molto vecchia: risale, infatti, al lontano 2007. Quando, a fine febbraio, viene consegnato il servizio per una spesa annua di poco più di cinque milioni e mezzo di euro. Passano i cinque anni di contratto e, al termine, iniziano le proroghe. Che - secondo quanto ricostruito dalla consigliera comunale pentastellata - sono in totale ben 11, dal 2012 fino ad oggi.
L’ultimo di questi documenti data al 16 dicembre dello scorso anno, quando una determina va a coprire il periodo fra il 30 settembre 2014 e il 31 marzo prossimo, per una cifra di 3.361.000 euro. Nel frattempo, infatti, sono successe due cose: gli adeguamenti Istat hanno fatto aumentare la cifra da corrispondere alla cooperativa e, nell’ultimo rinnovo, il Comune ha applicato la possibilità di ridurre l’importo: «Ma si poteva arrivare fino al 5% - attacca ancora Giorgi - e invece ci si è accontentati del 3,1%». In ogni caso, di nuova gara nemmeno l’ombra. Nell’ultima determina si legge che «il completamento degli atti della nuova gara richiede un tempo rilevante sia per l’organizzazione del servizio, che è per la sua natura complesso e richiede un’analisi dei bisogni e dell’utenza precisa, puntuale e attenta, sia per indirizzare tali bisogni verso la migliore risposta disponibile anche alla luce della riduzione delle risorse economiche di bilancio per il complesso dei servizi erogabili».
Ora, però, qualcosa sembra muoversi: la proposta che arriverà in consiglio sarà quella di una concessione, nella quale il concessionario vincitore pagherà un canone al Comune (che continuerà a determinare le rette) e gestirà poi in autonomia gli istituti. «Poiché la definizione delle tariffe rimarrà al Comune - continua Laura Giorgi - al concessionario non rimarrà, per guadagnare, che ridurre al minimo le spese. Grande fregatura per gli anziani ricoverati; la necessaria ricerca di economicità del servizio, comporterà la ricerca del guadagno attraverso la riduzione dei livelli di assistenza e questo non fa presagire un futuro sereno per i ricoverati e anche per il personale. La proposta sono Tre pagine di "chiacchiere" atte più a confondere che a far capire. Per noi l'intenzione dell'amministrazione è di «risparmiare sugli anziani».
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