Il dolore
Dall’epatite C ora si comincia a guarire
Iniziati all’Asl di Lucca i trattamenti con i nuovi farmaci per dieci malati gravi, entro l’anno saranno trattati oltre cento lucchesi
LUCCA. Sono iniziati i primi trattamenti con i nuovi farmaci che garantiscono la guarigione dall'epatite C in oltre il 90% dei casi. Dieci i pazienti che sono già stati ammessi al programma di cura scattato anche all'Asl 2 e seguito dal dottor Sauro Luchi, direttore di Malattie infettive e Epatologia, che è uno dei centri di riferimento regionale.
Un numero destinato a crescere rapidamente, dato che ogni settimana è fissata una seduta durante la quale vengono vagliate le situazioni dei pazienti con malattia epatica più avanzata, viene verificata la sussistenza dei criteri di prescrivibilità secondo le indicazioni del gruppo di lavoro regionale che ha ripreso quelle dell'Aifa. Al momento infatti i due nuovi farmaci introdotti sul mercato non possono essere utilizzati per tutti coloro che hanno l'epatite C. Sostanzialmente per motivi economici, visto che un ciclo di terapia costa circa 40.000 euro e in secondo luogo perchè per i casi meno complicati e meno gravi si ottengono comunque buoni risultati anche con le vecchie terapie. «Il farmaco c'è e ci sarà per tutti i pazienti che ne hanno necessità», spiega il dottor Luchi. Nel 2015 si pensa che saranno da 100 a 120 i lucchesi trattati con i nuovi medicinali.
I vantaggi. Sono molteplici. Anzitutto la breve durata del trattamento, tre mesi che possono arrivare a sei nel caso di epatite C da genotipo 3 (il genotipo più difficile da trattare); i limitati effetti collaterali che consentono la somministrazione anche a pazienti con malattia epatica avanzata come la cirrosi. La terapia poi è molto semplice, consiste nell'assunzione di due compresse al giorno nella maggior parte dei casi.
A chi sono destinati. La nuova cura ha la massima efficacia per il genotipo 1 dell'epatite C, ma presto saranno disponibili farmaci anche per il genotipo 3. Oltre ai malati con cirrosi o con stadi di malattia precirrotica, si possono trattare anche pazienti con un grado minore di malattia epatica ma che presentano patologie causate dal virus dell'epatite C in altri organi; o a pazienti già sottoposti a trapianto di fegato o in attesa di effettuarlo.
Prescrizioni e controlli. Il reparto di Malattie infettive e Epatologia segue circa 3mila persone alle prese con l'epatite cronica. Per i casi meno complessi restano valide le vecchie terapie, quelli più gravi possono giovarsi dei nuovi trattamenti. La prescrizione viene fatta mensilmente, i farmaci sono consegnati dalla farmacia dell'Asl e le persone avviate alla terapia vengono sottoposte a controlli. Coinvolti anche i medici di medicina generale, cui sono stati fatti corsi di aggiornamento su questi temi.
Il rapporto costi-benefici. Presto dovrebbero essere disponibili altri farmaci e i costi, ora elevati, dovrebbero senz'altro abbassarsi. In ogni caso, anche a livello economico, l'utilizzo dei nuovi medicinali rappresenta un investimento. La possibilità di guarire definitivamente dall'epatite C, che prima non c'era, consentirà di ridurre nei 5 anni successivi al trattamento, il rischio di scompenso epatico e di morte del 70-80% , del tumore al fegato del 70-80% e a una riduzione dei trapianti anche del 90%. Con risparmi ingenti per le casse della sanità.
«Ma soprattutto – dice il dottor Luchi – è per tutti noi motivo di grande soddisfazione poter dare ai pazienti che seguiamo da anni la possibilità di guarire dall'epatite C».
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