Sicurezza
Crac della Co.La. trasporti Indagate undici persone
Il pm chiede il processo per il cda, il liquidatore e alcuni amministratori di fatto Dietro alla bancarotta il sospetto di gestioni opache e omessi versamenti Iva
MARLIA. La Procura ha chiesto il processo per undici persone collegate a vario titolo alla Cooperativa Lucchese Autotrasporti (CO.LA.) che nel novembre di due anni fa aveva ottenuto dal tribunale l’autofallimento.
Quattordici dipendenti si erano così ritrovati senza occupazione. Sulla vicenda il sostituto procuratore Piero Capizzoto aveva aperto un’inchiesta, tuttora in corso, che si è in parte conclusa con la richiesta inoltrata al giudice per le udienze preliminari di rinviare a giudizio l’intero consiglio di amministraziojne dell’azienda, ma anche il liquidatore e alcuni amministratori di fatto. L’accusa formulata dal magistrato è bancarotta documentale aggravata dal danno patrimoniale di rilevante entità.
Gli inquirenti della guardia di finanza stanno trattando pile di documenti perché svolgono accertamenti su alcune società satelliti della CO.LA.: il sospetto della Procura, infatti, è che si possano profilare risvolti penali relativamente a episodi collegati a reati di natura finanziaria. In sostanza lo stato d’insolvenza dichiarato dalla CO.LA. per la procura non sarebbe legato soltanto all’impossibilità di recuperare i crediti dei propri clienti per un importo di alcuni milioni di euro, ma anche da precedenti gestioni non proprio oculate con omessi versamenti Iva e di crediti d’imposta.
La Cooperativa Lucchese Autotrasporti aveva sede in piazza del Mercato nel centro di Marlia e aveva chiuso l’attività dopo 35 anni di lavoro. il paradosso di questa vicenda, che aveva portato allo stato d'insolvenza della CO.LA. era stato determinato dall'impossibilità di recuperare i crediti. Soldi indispensabili per superare le gravi difficoltà del settore dell'autotrasporto su gomma per conto terzi. La CO.LA. pur avendo commesse in tutta Italia e una solida reputazione si era trovata in crescenti difficoltà economiche. E nel periodo 2010-2012 non era in grado di soddisfare le proprie obbligazioni.
Un dissesto determinato anche dalla crisi del settore trasporto merci su gomma che, stando a studi di settore, non è destinato a migliorare in futuro. Nel caso specifico, le ditte debitrici, anch'esse in sofferenza economica a causa della crisi, si erano attivate per far accertare dal tribunale l'inesistenza del credito oppure in sede di opposizione al decreto ingiuntivo chiesto dalle ditte di autotrasporto per conto terzi, il giudice aveva revocato o sospeso la provvisoria esecutività.
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