Sicurezza
Condannato per le botte al presunto rivale
LUCCA. Lui è Marian Boghitoiu, gigante romeno che lavora nel volontariato, laureato in ingegneria e in teologia e che i lucchesi conoscono per averlo visto spesso correre torso nudo anche in pieno...
LUCCA. Lui è Marian Boghitoiu, gigante romeno che lavora nel volontariato, laureato in ingegneria e in teologia e che i lucchesi conoscono per averlo visto spesso correre torso nudo anche in pieno sugli spalti delle Mura. Un salutista dall’animo gentile e che ripudia la violenza tanto da essere stato vittima - il 22 marzo del 2011 - di un pestaggio che lo ha segnato profondamente. Inseguito per strada nella zona di Porta Elisa da un albanese di 26 anni che voleva picchiarlo per motivi di gelosia. Inizialmente il romeno è riuscito a sfuggirgli rifugiandosi all’interno della sede dell’associazione di volontariato dove presta servizio. Alla fine però l’albanese residente ad Altopascio - Endrit Kercyku - l’ha raggiunto centrandolo con due cazzotti in pieno volto e facendolo crollare a terra. A quel punto si è gettato di peso sul calcagno destro del rivale rompendoglielo e continuando a colpirlo con calci al costato e alla schiena. Pochi istanti dopo hanno raggiunto l’albanese anche una ragazza italiana di 25 anni, a lui legata sentimentalmente, e sua madre di 54. Per l’accusa hanno iniziato a colpire il romeno con calci e pugni. Marian Boghitoiu ha riportato fratture costali, fratture del tallone ed ecchimosi ed escoriazioni al bulbo oculare sinistro con una prognosi di 40 giorni. Le indagini della Mobile hanno portato all’individuazione dell’albanese e delle due donne accusate di lesioni gravissime e minacce. Il motivo di tanto odio? Per l’accusa Kercyku si era messo in testa che il romeno voleva soffiargli la fidanzata in quanto l’aveva visto parlare spesso con lei anche dalla finestra. In realtà il salutista romeno affrontava con la giovane questioni legate alla religione. In tribunale il giudice Annarumma ha condannato l’albanese a un anno e mezzo di reclusione per le lesioni e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro.
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