Il Tirreno

Lucca

Affitti abusivi beccati quattro operatori

di Barbara Antoni
Affitti abusivi beccati quattro operatori

Lucca, l’assessore Lemucchi: proseguiremo con i controlli incrociati a tappeto

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LUCCA. Pubblicizzavano sul web, attraverso portali di case vacanze, propri appartamenti da affittare ai turisti. In quattro sono già stati beccati, grazie ai controlli incrociati messi in atto dall’amministrazione comunale dall’autunno 2014 a questa parte. Ma è solo l’inizio di un’impresa, annuncia l’assessore al commercio Giovanni Lemucchi, in particolare in previsione del primo di aprile 2015, quando la tassa di soggiorno diventerà obbligatoria anche per campeggi, case vacanze e affittacamere sul territorio comunale che finora non erano tenuti ad applicarla ai propri ospiti.

Sportello unico attività produttive (Suap), polizia municipale di Lucca, Provincia e, quando si renderà necessario, Guardia di Finanza. Questi i componenti della task force organizzata per far emergere attività che operano nel sommerso e i cui introiti da tassa di soggiorno concorreranno a far raggiungere al Comune il traguardo che si è prefisso di raggiungere alla fine del 2015: un gettito tra 700 e 800mila euro a fronte dei 560 incassati nel 2014. «Gli ottantamila euro all’incirca in più di gettito fra 2014 e 2013 - spiega Lemucchi - si devono all’emersione del sommerso, in particolare nel terzo semestre del 2014. Siamo partiti dai dati sulle licenze disponibili presso il Suap e abbiamo proseguito con controlli incrociati. Siamo coscienti della difficoltà di questa operazione ma siamo anche determinati a proseguire. Non si può comunque generalizzare pensando che tutti coloro che inseriscono i propri appartamenti tra le offerte dei portali di case vacanze sono in malafede. Qualcuno si è già rivolto ai nostri uffici per sapere come comportarsi con la tassa di soggiorno. Confidiamo che anche l’informazione, quanto più estesa, possa servire».

Sui portali di case vacanze, ad ogni modo, gli appartamenti lucchesi offerti ai turisti sono una quantità enorme. Andando da un portale all’altro spesso e volentieri si incontrano le stesse offerte, con le stesse foto e le stesse descrizioni di locali. Quasi sempre di interni. E non esiste nella stragrande maggioranza dei casi un interlocutore che abbia un nome e un cognome, assolutamente mai che sia raggiungibile con un numero di telefono. Sopra la foto della casa o dell’appartamento proposti campeggia in evidenza la scritta “prenotazione solo online”. L’unico elemento peculiare è la data di inserimento dell’annuncio (quasi tutti nel 2013 e 2014, quindi recenti).

E anche quando al singolo alloggio si cerca di dare una connotazione un po’ più definita, talvolta ci si accorge che a quella denominazione non corrisponde alcun sito internet della struttura ricettiva. Una vera e propria giungla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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