Sicurezza
Ora diteci cosa si fa con i soldi incassati
Le categorie premono sull’amministrazione: abbiamo chiesto un piano di investimenti, nessuno ce l’ha fornito
LUCCA. Ben vengano la tassa di soggiorno secondo nuove regole, applicata in base a stelle e spighe e applicata - soprattutto - a tutte le strutture ricettive senza distinzione. Alla rivoluzione che scatta il primo di aprile le categorie danno il loro consenso. Ma c’è un aspetto che rimane da chiarire e sul quale invece le categorie non transigono: vogliono sapere al più presto in che modo il gettito derivante alle casse municipali dalla tassa di soggiorno è stato e sarà utilizzato. Mancano infatti all’appello, nonostante siano stati richiesti - sottolineano le categorie - sia un piano preventivo che consuntivo sull’impiego degli introiti da tassa sui turisti. E a un assunto non si sfugge: quei soldi vanno destinati ad azioni di promozione turistica.
Questi i punti che trovano concordi tutti gli esponenti delle associazioni di categoria, sia dalle fila di Confcommercio che di Confesercenti.
Pietro Bonino, presidente di Confalbergatori, è soddisfatto per la nuova suddivisione dei diversi livelli della tassa in base a stelle e spighe, che indicano la qualità di alberghi e agriturismo. «Un intervento fortemente voluto da noi - dice Bonino -, del resto nelle città d’arte funziona così. L’amministrazione ci deve ancora far sapere con esattezza, invece, con quali modalità la tassa di soggiorno verrà estesa alle strutture ricettive che finora non erano tenute ad applicarla. Per avere un quadro partiranno dalle licenze e piano piano divulgheranno la notizia. Certo, se riusciranno a ricavare ottocentomila euro l’anno poi dovranno dire come li impiegano. E dovranno anche sorvegliare che tutti applichino la tassa in base alle regole».
«Dovrà essere l’amministrazione comunale a esercitare un debito controllo sulla tassa - rafforza il tiro il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini -, dovrà verificare che tutte le strutture che fanno ricettività la applichino. Da parte nostra, vogliamo capire e sapere come verranno investiti i soldi della tassa di soggiorno. È impensabile che ci si paghino le riparazioni alle buche sulle strade. Oggi Lucca vive grazie al turismo perché la fisionomia della città è cambiata. Prima il centro aveva ventimila abitanti, adesso non arriva a ottomila. Se non si mettono in atto campagne di promozione turistica sarà difficile veder crescere i visitatori».
«Del resto - conclude Pasquini - la tassa di soggiorno è una tassa di scopo e deve servire al turismo. Non è regolare se l’amministrazione la destini ad altri scopi».
Da parte di Andrea Martinelli, presidente degli albergatori di Confesercenti, preme sottolineare due cose in particolare. «Riteniamo necessario - afferma - che l’amministrazione provveda al più presto a mettere in condizione gli operatori di far pagare la tassa di soggiorno secondo modalità semplici e agevoli, che non complichino ulteriormente la loro contabilità dal punto di vista fiscale, amministrativo e gestionale. Del resto - sottolinea -, sono sempre le strutture turistiche che si interfacciano con i visitatori. Perché ad esempio non munirle, come alcuni alberghi del Nord Italia di blocchi di ricevute ad hoc del Comune?».
Non finisce qui. L’altro aspetto che sta molto a cuore a Martinelli è l’utilizzo della tassa di soggiorno. «Ci rammarica non sapere oggi come sia stato utilizzato il gettito del 2014 e come lo sarà quello del 2015. È scontato che la tassa di soggiorno debba essere reimpiegata a scopo turistico e culturale. Ma almeno un piano per gli investimenti in promozione dovrà esser fatto. Noi l’abbiamo chiesto ma per ora non ce n’è traccia. Lucca inoltre, in quanto capoluogo, a maggior ragione dopo la scomparsa delle Apt, dovrebbe coordinare le politiche turistiche per tutta la Piana. Invece non lo fa, e non dice nemmeno come utilizza la tassa di scopo. E così finisce che è tutto sulle spalle degli operatori, dalla riscossione della tassa alla promozione del territorio oltre che delle loro strutture».
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