Il Tirreno

Lucca

Accompagna la figlia a comprare la droga

di Luca Tronchetti
Accompagna la figlia a comprare la droga

Il dramma di una madre alle prese con una tossicodipendente: «Sto cercando di evitarle la prostituzione e il furto»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Quando i poliziotti hanno tolto di mano alla giovane ragazza la busta con all’interno la dose quotidiana sua madre è scoppiata a piangere. Lacrime vere, disperazione autentica. Vedere gli agenti però è stata una liberazione. Un modo per spiegare perché una madre arriva ad accompagnare di sera la figlia tossicodipendente dal «venditore di morte» di turno. Sì, perché gli agenti della sezione narcotici della polizia si sono trovati di fronte a due donne indifese e profondamente sole. Anche per gente temprata assistere a quella scena è stato come ricevere un pugno nello stomaco.

Il racconto di una madre. «Ho cercato e cerco tuttora di farla disintossicare. - ha detto in lacrime la madre, 53 anni, residente nella Piana, che vive da sola con la figlia trentenne e cerca di sbarcare il lunario con un lavoro umile - Ma ad oggi non ci sono riuscita. Si buca da tempo e non so cosa fare. Cerco di proteggerla come posso. Non è la prima volta che di sera l’accompagno dallo spacciatore per evitarle guai peggiori. Non voglio che sia in balia di quella gente che sia costretta a prostituirsi o a rubare per rimediare i soldi per la dose». Parole che lasciano senza fiato i poliziotti della Mobile diretti dal commissario Virgilio Russo. Frammenti di miserie umane che cozzano con leggi troppo blande, con pene poco incisive e alimentano il mercato dello spaccio.

Arrestato e scarcerato. Perché nell’operazione di polizia il pusher che ha ceduto la dose alla giovane tossicodipendente è finito in manette. Si chiama Mohamed Talbi, 19 anni, dimorante nella Piana, con precedenti specifici legati allo spaccio di eroina. Il giovane tunisino dopo aver trascorso una notte in carcere è stato trasferito in tribunale per il processo con rito direttissimo. Davanti al giudice ha patteggiato sei mesi di reclusione ed è stato immediatamente scarcerato. Domani, tra una settimana o tra un mese potrebbe incontrare di nuovo madre e figlia per un altro appuntamento con l’eroina.

I fatti. La terribile vicenda risale alla fine della scorsa settimana. La polizia, tramite alcuni abitanti della zona insospettiti per i continui via vai serali, riesce a sapere che sul sagrato della chiesa medievale di Pieve S. Paolo un immigrato dedito allo spaccio incontra i clienti per la cessione di eroina. Iniziano così gli appostamenti e alla fine gli agenti della Narcotici decidono di intervenire. Ma non sospettano minimamente che quella donna che accompagna una trentenne con problemi di droga sia sua madre.

Segnalazione alla Prefettura. Appena le sequestrano la dose la ragazza inizia ad agitarsi, trema, entra in crisi di astinenza. E il provvedimento di segnalazione alla Prefettura come assuntrice di sostanza stupefacente è soltanto un palliativo che non porterà benefici di sorta. E la madre? È arrivata alla peggiore delle umiliazioni per cercare di aiutare quella figlia sciagurata, per tentare, a modo suo, di tutelarla, di evitarle un male peggiore. Merita di essere assistita e sostenuta. Per lei nessun provvedimento, soltanto comprensione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web