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Vagli, arriva anche la statua di Quattrocchi

Vagli, arriva anche la statua di Quattrocchi

Dopo Schettino e De Falco, nel parco voluto da Puglia il ricordo del “contractor” ucciso in Iraq

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VAGLI. «E adesso una statua per un presidente ed un’altra per un assessore regionale». Sorride il sindaco Mario Puglia che vede sempre più realizzarsi il suo progetto sulle sponde del lago di Vagli.

Il parco dell’onore e del disonore, come ha deciso di ribattezzarlo il primo cittadino, cresce ancora con altre due state in marmo realizzate per poter salirci sopra e scattare fotografie del paesaggio. Sono state sistemate vicino a quelle dedicate a Francesco Schettino e Gregorio De Falco, i protagonisti della vicenda Concordia.

Ma non finisce qui. Tra una decina di giorni arriverà la statua che rappresenta Fabrizio Quattrocchi, il “contractor” rapito e ucciso nel 2004 in Iraq e in estate saranno terminati i lavori al ponte tibetano che collegherà le due sponde del lago. Il sindaco Puglia è uno abituato a far discutere.

La realizzazione delle statue del comandante Schettino, rappresentato con le orecchie da coniglio, e l’ufficiale di capitaneria De Falco, non poteva che dividere l’opinione pubblica. Ma centrando comunque un risultato: mettere Vagli, e la Garfagnana, in primo piano. Tanto che gli interessi dei media per il parco dell’onore e del disonore sta valicando i confini nazionali.

«Sono tanti i giornalisti che ci chiedono di poter visitare il parco – dice Puglia – adesso arriverà la statua dedicata a Quattrocchi poi sarà completato il ponte tibetano. Ma il parco potrà essere ampliato in seguito. Chissà che non vengano realizzate altre due statue, magari per un presidente regionale e per il suo assessore». Puglia si riferisce naturalmente al presidente Rossi e all’assessore Marson per la questione cave: «Lo dite voi e comunque non vi svelerei in quale parte del parco vorrei collocarle».

Scherza Puglia che spiega da dove arriva il marmo delle due nuove statue: «È il nostro marmo, donato da privati. Ha un valore di circa 100mila euro, ma l’amministrazione non ha dovuto sborsare un euro, tutto viene fatto grazie all’entusiasmo dei privati. Il parco avrà valore simbolico, le statue saranno un esempio e un monito per i giovani sul valore dell'onore e il disvalore del disonore. Ormai la notizia è uscita, ma il parco come detto non è terminato e lo inaugureremo poi a giugno quando sarà pronto il ponte tibetano di 135 metri. I pilastri sono pronti, adesso i lavori sono fermi perché le ditte che lo realizzano sono impegnate a Milano per l’Expo. Ma a breve tutto riprenderà con l’obiettivo di essere pronti per l’estate».

E Vagli, e la Garfagnana, possono sperare che il ritorno mediatico voglia dire turismo e poco importa se i livelli non saranno quelli per la visita al paese sommerso del lago di Vagli o se il parco è destinato a dividere per sempre il sentimento popolare. (l.d.)

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