Il dolore
Una linea bersagliata dalle borseggiatrici
I pendolari lamentano disservizi sulla tratta: «Spesso i passaggi a livello restano aperti»
PISA. Quella fra Pisa e Lucca è una linea ferroviaria infausta. Frequentata da tantissimi pendolari, ha un solo binario e spesso basta poco per creare pesantissimi disagi ai numerosi studenti e lavoratori che la percorrono. Figurarsi poi quando accadono eventi imprevedibili, come quello del 13 febbraio scorso, quando in corrispondenza del passaggio a livello di Pugnano – fra le stazioni di Rigoli e Ripafratta – un camion, rimasto incredibilmente bloccato fra le due barriere che separano la viabilità ordinaria dalla ferrovia, è stato centrato da un locomotore in transito fra le due città toscane.
I disservizi – secondo gli abbonati della linea – sono dovuti principalmente ai passaggi a livello che rimangono aperti – non è però il caso del 13 febbraio, in quanto l’autotrasportatore è rimasto all’interno dello spazio delimitato dalle barriere, che non essendo state toccate non hanno fatto scattare lo stop alla circolazione –, specialmente uno nei pressi di San Giuliano Terme, e ai guasti al sistema di distanziamento del bivio di Nozzano, che instrada sui binari corretti i convogli che da Lucca sono diretti a Pisa e Viareggio.
«I problemi più grossi sono quelli infrastrutturali – spiega Marco Picchi, pendolare e rappresentante del comitato “Assemblea pendolari Lucca – Pisa” – perché per quanto riguarda i mezzi bene o male ce la caviamo: c’è un treno ogni mezz’ora. I disservizi sono dovuti ai passaggi a livello che rimangono aperti e ai guasti al sistema di distanziamento del bivio di Nozzano».
Inoltre, la stazione di Pisa San Rossore diventa spesso meta di scorribande da parte di gruppi di scippatori.
«A volte alcune persone si avvicinano ai treni – afferma Picchi – posizionandosi nel bel mezzo della calca per rubare. Sono le stesse procedure che spesso si vedono in tv: si avvicinano in due, il primo copre con il corpo fino alla borsa o al giubbotto del malcapitato e l’altro infila la mano e ruba. Fingono di salire a bordo e poi all’ultimo se ne vanno. Generalmente lo fanno sui convogli affollati – continua il pendolare lucchese – e io l’ho visto una volta sola. In quel caso siamo riusciti a fermarli, ma mi hanno raccontato di tanti episodi in cui la gente si è accorta di non avere più il cellulare o il portafogli». (s.t.)
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