Il Tirreno

Lucca

Morte di Alessandro, il giudice si riserva di decidere

Luca Tronchetti
Il piccolo Alessandro morto a dieci anni per una crisi respiratoria accanto al papà e alla mamma
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Il piccolo Alessandro morto a dieci anni per una crisi respiratoria accanto al papà e alla mamma

Lucca: nuova perizia di dieci pagine depositata dal consulente tecnico della famiglia del bambino deceduto nell'ottobre 2012 per una crisi respiratoria. Nelle prossime 48-72 ore la decisione se archiviare o rimandare gli atti in procura

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LUCCA. Una nuova consulenza tecnica di 10 pagine depositata dal dottor Roberto Dal Porto - professionista incaricato dalla famiglia Favilla - che rileva come fosse stato necessario un esame spirometrico per capire la patologia del piccolo Alessandro, il bimbo di 10 anni deceduto il 25 ottobre 2012 all'ospedale Campo di Marte in seguito ad una crisi respiratoria mentre si trovava a casa con i genitori, è l'ultima speranza per convincere il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti a non archiviare la vicenda e restituire gli atti alla procura affinché formuli l'imputazione coatta. Nell'udienza camerale - tenutasi dalle 9 alle 13,30 dell'11 marzo al tribunale Galli Tassi - il giudice si è riservato ogni decisione in merito e ci vorranno 48-72 ore per sapere il responso.

Ad opporsi alla richiesta di archiviazione della procura della Repubblica Alessia ed Emanuele Favilla, i genitori del piccolo Alessandro, assistiti dal professor Enrico Marzaduri. Una vicenda dolorosissima che è andata avanti per due anni e mezzo sulla base di perizie e consulenze per capire il ruolo e le presunte responsabilità, qualora vi fossero, dei medici che avevano in cura il piccolo sofferente di grave cifoscoliosi e broncopneumopatia cronica. 

Inizialmente il sostituto procuratore Fabio Origlio, titolare dell'inchiesta, aveva iscritto nel registro degli indagati otto persone: due chirurghi dell'ospedale Bambin Gesù e Umberto I di Roma che avevano operato il ragazzino poco più di un mese prima, quattro pediatri dell'ospedale di Lucca, un radiologo dell'ex Campo di Marte e un pediatra di famiglia. Per tutti l'ipotesi di reato era di omicidio colposo per colpa medica. La prima perizia del consulente del pm, il professor Di Paolo di Pisa, riconduceva il decesso a una stenosi della trachea con morte per soffocamento da catarro. La procura a quel punto aveva chiesto al gip Pezzuti un incidente probatorio per discutere, nel contradditorio delle parti in udienza camerale, il documento peritale. Ma il giudice glielo aveva negato. A quel punto il pm aveva chiesto una seconda perizia per stabilire il ruolo degli otto medici. Ma il secondo documento, redatto da un medico fiorentino, impediva di fatto di reggere l'accusa in giudizio per insufficienza di elementi tali da individuare uno o più responsabili della morte del piccolo Alessandro. 

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