Il Tirreno

Lucca

Il parco non c’è più: 160.000 euro di danni

di Arianna Bottari
Il parco non c’è più: 160.000 euro di danni

Pizzorne, distrutto l’impianto inaugurato nel 2009 con il Comune «Noi vorremmo ripartire, ma sono rimasti pochissimi alberi in piedi»

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VILLA BASILICA. «Un disastro». Così Antonio Faina, uno dei tre soci fondatori del Parco avventura sull’altopiano delle Pizzorne, commenta i danni causati dalla tempesta di vento al parco, che praticamente non esiste più.

Realizzato nel 2009, grazie alla collaborazione con il Comune di Villa Basilica, che ha messo a disposizione una superficie boschiva di cinque ettari, il parco è diventato negli anni un punto di riferimento per appassionati e curiosi, grandi e piccini. Dai tre percorsi iniziali, gli organizzatori erano arrivati a dieci, tutti attrezzati con le tecniche e le strutture più moderne. Una quarantina le piattaforme sospese. Inoltre, insieme ai percorsi, tante altre attività legate alla montagna, all’escursionismo e alla didattica e alla natura in generale, per non parlare della riqualificazione, che aveva visto arrivare nella zona acqua, elettricità e persino una rete fognaria, oltre al recupero dell’area boschiva.

Di quelle quaranta piattaforme, ne sono rimaste in piedi cinque o sei. Il vento ha distrutto tutto, dall’illuminazione alle strutture in legno a terra e sugli alberi. Ma quel che è peggio, ha abbattuto moltissime piante. Faina usa questa immagine per rendere l’idea del danno provocato: «Se il vento tira giù una mensola da un muro, si ricompra la mensola e i chiodi e la si riattacca. Ecco, noi la mensola la riattaccheremmo anche, ma ci manca il muro».

Di alberi utilizzabili su quei cinque ettari, infatti, ne sono rimasti ben pochi. «Per noi, questa attività non aveva scopo di lucro. E come poteva averne? Rimaniamo aperti solo per tre, quattro mesi l’anno – spiega Faina –. L’investimento iniziale è stato notevole, avremmo finito di pagare nel 2019, ma eravamo comunque soddisfatti, perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di riportare gente sull’altopiano, di aiutare a costruire interesse attorno alla natura. I risultati erano arrivati, basta vedere la nostra pagina su Facebook, che ha oltre seimila contatti. Il parco era il nostro sogno e ora rischia di svanire».

I tre soci, tutti di Villa Basilica, non si danno pace. Hanno persino tirato giù due conti, come dice Faina, stimando quando servirebbe per ripartire. «Con 160.000 euro potremmo farcela, ma il problema è che non abbiamo più gli alberi».

Bisognerebbe spostarsi, cercare alberi altrove sull’altopiano, ma questo significherebbe ripartire da capo, dalla ripulitura del bosco alle strutture per l’accoglienza, per non parlare dei percorsi sospesi. «Nel 2009 abbiamo fatto tutto da soli, con tanti sacrifici e tanta voglia.

«Oggi - conclude Faina - non siamo in grado di farcela. Speriamo che qualcuno ci ascolti e ci dia una mano per far risorgere quello che era un fiore all’occhiello non solo per l’altopiano delle Pizzorne, ma per tutti gli appassionati di avventura, escursionismo e natura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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