Il dolore
Fratelli d’Italia: serve un censimento nel campo Rom
Il candidato Governatore Donzelli in via della Scogliera «Situazione migliore rispetto all’insediamento alle Tagliate»
LUCCA. «Trattateci come persone, rispettateci come persone e venite a conoscerci prima di giudicarci, prima di etichettarci come ladri, sporchi, violenti. Tutti, indistintamente uguali». A parlare è una madre di otto figli, residente da decenni al campo di via della Scogliera, orgogliosa della sua cultura sinta mescolata con la città in cui vive da sempre, Lucca. L’occasione è l’ispezione al campo da parte del gruppo regionale di Fratelli d’Italia e del candidato governatore Giovanni Donzelli.
La notizia dell’ispezione era già circolata nei giorni scorsi, quando il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Marco Santi Guerrieri, sulla sua pagina Facebook ufficiale aveva scritto: «Cari amici, fratelli, camerati, lunedì 9 marzo nuova ispezione ai campi d'accoglienza di via della Scogliera e di via di Fregionaia a Lucca». Un appuntamento che si è svolto in maniera tranquilla, una sorta di passeggiata di tarda mattinata, che Donzelli ha trascorso, insieme alla consigliera regionale Marina Staccioli e agli esponenti locali del partito, fra le case e i giardini delle famiglie che vivono a pochi passi dal fiume, lungo via della Scogliera, nei terreni di cui sono proprietarie a tutti gli effetti. «La situazione di via della Scogliera è sensibilmente diversa da quella che avevamo riscontrato pochi giorni fa al campo di via delle Tagliate, sempre a Lucca, dove erano presenti baracche, degrado e rifiuti bruciati o scaricati nei corsi d’acqua con grave rischio per la salute dei cittadini – spiega Donzelli -. A questo punto, però, resta da fare un censimento all'interno del campo e confrontare i dati con quelli in possesso all'anagrafe. Parlando con i residenti, infatti, pare che il Comune abbia concesso un centinaio di residenze a cittadini Rom che lì non si sono mai visti».
Così non risulta all'assessore comunale Antonio Sichi: «Nella zona demaniale e non privata del campo di via della Scogliera vivono sei, sette famiglie, una delle quali in attesa di entrare nella casa popolare – spiega – Non so se nel corso di tutti questi anni siano state date residenze in quel campo a persone che poi non ci hanno effettivamente vissuto, farò un controllo all'anagrafe per avere quanti più dati possibile a disposizione». Gli abitanti dei campi di via delle Tagliate, via della Scogliera e via di Fregionaia sono stanziali a tutti gli effetti. L'area di via della Scogliera, poi, presso l'argine del Serchio, a seguito della concessione comunale, è divenuta dal 1969 l'insediamento storico delle famiglie sinte. Tutti – poco più di 200 sul territorio comunale - vivono in terreni concessi e autorizzati dal comune o in terreni di proprietà, acquistati col tempo. L'insediamento più grande è quello di via delle Tagliate dove vivono 126persone, tra Rom rumeni, Rom della ex Jugoslavia, soprattutto serbi e Sinti, abitano in baracche e roulotte e la qualità del campo, secondo il rapporto annuale della Fondazione Michelucci di Firenze, è pessima. In via della Scogliera, la stessa Fondazione fa una distinzione tra insediamento di via della Scogliera 1 e 2. Il primo conta 33 sinti, anch'essi residenti in baracche e roulotte. Il secondo, invece, è composto da 42 persone, sempre sinti, che vivono in casette di legno ben curate. Si tratta di aree private, i cui terreni sono stati acquistati dalle stesse famiglie.
Nadia Davini
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