Il Tirreno

Lucca

Falsi incidenti, chieste due condanne

Falsi incidenti, chieste due condanne

A nove anni dall’indagine per una truffa alla Rc auto resta aperta la posizione dei promotori

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. A quasi nove anni dagli arresti e dalle denunce per una presunta maxi truffa in danno delle compagnie assicurative il processo penale di primo grado è giunto alle battute finali e il sostituto procuratore Elena Leone ha chiesto ai giudici del tribunale la condanne per la coppia che gli inquirenti ritiene essere promotori del raggiro alle Rc auto. Si tratta di Patrizia Dal Poggetto, 52 anni e Luigi Donati di 54, residenti a Porcari e all'epoca dei fatti contestati (si parla del luglio 2006, il giorno dopo la vittoria dell'Italia ai mondiali in Germania venne indetta dalla polizia stradale una conferenza stampa) responsabili dell'agenzia "Infortunistica Toscana" di Antraccoli che avrebbe intascato indebiti risarcimenti da incidenti stradali. Nei loro confronti l'organo requirente ha chiesto cinque anni di reclusione per l'associazione a delinquere finalizzata a commettere le truffe legate a falsi incidenti stradali proprio in quanto promotori dell'organizzazione che, stando agli inquirenti, coinvolgeva carrozzerie, clienti, ma anche pubblici ufficiali, impiegati, pseudo fisioterapisti. I coniugi furono gli unici indagati a finire in carcere mentre altre dieci persone finirono agli arresti domiciliari. Per gli altri 56 imputati (la maggioranza beneficiari dei presunti incidenti fasulli) accusati di truffa semplice il processo si è concluso con la prescrizione del reato. La truffa infatti si prescrive dopo sette anni e mezzo che sono ormai abbondantemente trascorsi. In precedenza - nel 2008 davanti al gup Simone Silvestri - alcuni indagati avevano scelto di patteggiare a pene inferiori ai 10 mesi di reclusione con i benefici di legge e la sospensione della pena.

All'origine erano 66 le persone indagate a vario titolo per il reato di truffa, corruzione e falso ideologico nell'inchiesta diretta dal sostituto procuratore Sergio Garofalo. La scrematura avvenuta nel 2008 con i patteggiamenti aveva portato gli imputati a 58. L'incredibile ritardo sulla definizione del procedimento penale riguarda le diverse modifiche del collegio giudicante (con il processo che ripartiva daccapo) legate al trasferimento o all'incompatibilità dei giudici con il voluminoso fascicolo che venne lasciato in eredità dal magistrato che esercitò l'azione penale e che qualche anno dopo chiese e ottenne il trasferimento al tribunale civile di Pistoia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa