Il Tirreno

Lucca

Case popolari in vendita. Ma sarà un flop

di Luca Cinotti
Case popolari in vendita. Ma sarà un flop

La Regione dispone di cedere 500 alloggi in provincia di Lucca. Ma per il Lode gli affittuari non hanno i soldi per comprarli

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LUCCA. Per l’assessore regionale Stefania Saccardi è «un buon inizio, un segnale di equità, di concretezza e di buona amministrazione». Sarà. Ma la vendita di 501 alloggi pubblici in provincia di Lucca, decisa nell’ambito un di un piano regionale, forse non avrà i risultati vagheggiati dall’assessore Saccardi.

A dirlo è un altro assessore, questa volta comunale: si tratta del responsabile del sociale del Comune di Lucca, Antonio Sichi. Che nella veste di presidente del Lode (l’organismo che a livello territoriale gestisce l’edilizia pubblica) firma una relazione che dice un’altra cosa, probabilmente più vicina alla realtà delle cose: sarà molto, molto difficile che gli affittuari lucchesi riescano a trovare i soldi per comprare le case nelle quali abitano.

Si tratta di abitazioni che stanno in condomini “misti”, cioè con presenza di stabili pubblici e privati. La maggior parte è collocata nel comune di Lucca (134), seguito da quello di Viareggio (67), Pietrasanta (52) e Castelnuovo Garfagnana. Il piano regionale prevede una vendita riservata a chi abita nella casa e ha i requisiti per abitarvi: a costui è riservata un’offerta che parte dai valori dell’osservatorio dell’agenzia del territorio, scontando poi il prezzo del 25% oltre a uno 0,5% per ogni anno dalla costruzione dell’immobile, fino al massimo del 40%. Un affare, dunque.

Non fosse che - come si scrive nella relazione del Lode di Lucca - «l’ipotesi di cessione e di reinvestimento al momento appare alquanto aleatoria, data la difficile stagnazione economica e la conseguente difficoltà degli istituti di credito a erogare prestiti. Molti assegnatari non avranno la possibilità di versare l’intera somma dell’acconto, pari al 30% del prezzo di cessione (il prezzo di cessione medio per la provincia di Lucca applicando i valori Omi si aggira sugli 80-85.000 euro, con un acconto iniziale di 25.000 euro e una rata mensile di 365 euro per 15 anni».

Cifre troppo alte, per gli affittuari lucchesi. Che - puntualizza la relazione del Lode - hanno un reddito familiare mensile medio, compresi gli assegni di disabilità di circa mille euro. Per questo, conclude la relazione «molto probabilmente il piano, salvo pochi sporadici casi non avrà l’effetto voluto dal legislatore regionale». Che sarebbe poi, per Lucca, l’incasso di circa 5 milioni di euro. Con buona pace del trionfalismo dell’assessore Saccardi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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