Il Tirreno

Lucca

Alce, autorizzazione da revocare

di Chiara Lammari
Alce, autorizzazione da revocare

Il Comitato va all’attacco della Provincia: «Così si mantiene un’ipoteca su ogni ipotesi di sviluppo»

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BAGNI DI LUCCA. Torna all’attacco della Provincia il Comitato Ambiente e Salute di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano che qualche settimana fa aveva chiesto proprio a Palazzo Ducale di revocare l’autorizzazione unica detenuta dalla società Biomasse del Serchio Srl e valevole per la costruzione dell’impianto a biomasse di Fornoli.

Dopo la risposta negativa della Provincia il comitato ha deciso di intervenire pubblicamente: «L’autorizzazione – dicono i membri del gruppo – rimane in mano all’azienda, con quale scopo o utilità nessuno lo sa, visto che il progetto è fallito insieme a tutte le promesse di rioccupazione lavorativa. Fa riflettere questa posizione di stallo adottata dalla ditta, la quale tiene in piedi un piano industriale in maniera artificiosa, e sconcerta la posizione della Provincia che prende atto del fallimento del piano industriale ma non revoca l’autorizzazione concessa. Il permanere in essere della licenza vanifica però ogni possibile pianificazione energetica e rappresenta un'ipoteca rispetto a qualsiasi nuovo piano di sviluppo dell’area».

«L’unica risposta alla richiesta di annullamento che avevamo inoltrato – spiega ancora il Comitato – è stata affidata dalla Provincia all’ingegner Pagni, responsabile del procedimento. Quello che noi auspicavamo era invece un parere politico, ma, come spesso accade in queste occasioni, la reticenza della politica si evidenzia quando è ai cittadini che si dovrebbe rispondere. Eppure – prosegue il gruppo ambientalista – siamo stati chiari: vogliamo un tavolo di confronto che intervenga su di un nuovo Piano di sviluppo energetico vecchio di anni, che ridisegni la gestione in tal senso di un territorio delicato allo scopo di evitare in futuro insediamenti industriali inquinanti».

L’immobilismo praticato dall’Alce – prosegue il comitato –, «tiene sotto scacco una superficie complessiva di ca. 100.000 metri quadri nell’area strategicamente più importante del Comune di Bagni di Lucca. A nostro parere è urgente e necessario che si intervenga per una verifica ed eventuale bonifica del sito in questione nonché per l’individuazione di una nuova possibile destinazione d’uso».

Ma il Comitato non risparmia nemmeno gli enti territoriali: «Anche l’amministrazione comunale di Bagni di Lucca, non prendendo oggi alcuna iniziativa in merito, si assume enormi responsabilità. A nostro avviso il Comune dovrebbe infatti a sua volta esercitare la propria autorità mettendo immediatamente mano al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico. Il rilancio turistico e la riqualificazione termale, di cui si auspica il concretizzarsi – concludono i membri del gruppo –, non possono prescindere da preliminari vincoli stringenti da porre a tutte le future iniziative private, allo scopo di tutelare l’area residenziale di Fornoli e lo stato ambientale dell’intero territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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