Il Tirreno

Lucca

Riaffiora una bara dalla terra smossa del grande cimitero

di Barbara Antoni
Riaffiora una bara dalla terra smossa del grande cimitero

Un centinaio i feretri da controllare dopo che cinque cipressi sono caduti sulle tombe portando via la terra con le radici

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BAGNI DI LUCCA. Dal cimitero sconquassato del capoluogo, per via dei cipressi centenari sradicati dal vento e precipitati sulle tombe, riaffiora addirittura una bara. Un feretro piccolo, riconducibile con tutte le probabilità a un bambino, che riposava - si dice - da molti anni nel camposanto.

Una scena macabra e forte, l’emblema degli elementi della natura che si sono scatenati senza pietà.

In tutto sono all’incirca un centinaio, spiega il primo cittadino di Bagni di Lucca Massimo Betti, le tombe danneggiate nel camposanto del capoluogo che dovranno essere passate sotto accurata verifica. Marmi, statue e croci rotte in grande quantità per le tombe esterne; il terreno smosso per i feretri inumati a terra.

Saranno tutti da ricontrollare, per capire quale e quanto disastro abbiano causato, cadendo rovinosamente per via delle raffiche di vento fortissime, cinque cipressi centenari.

Alberi con un’altezza media fra i trenta e i quaranta metri: per rimuoverli da quella posizione accasciata, spiega sempre il sindaco, è stato chiesto l’intervento di un mezzo in dotazione della ditta Geonova di Lucca («una delle ditte più note che eseguono grandi lavori sulle strade», dice) perché altrimenti sarebbe stato impossibile avviare la rimozione degli enormi tronchi spezzati. «Il fatto è - spiega ancora Betti - che non si poteva intervenire da dentro il camposanto, l’unica possibilità era operare da fuori. E c’era quindi bisogno di un mezzo possente con un lungo braccio meccanico».

Intanto, sempre ieri mattina, l’Asl 2 ha inviato al camposanto di Bagni di Lucca uno dei propri medici dell’igiene pubblica per tutte le procedure in casi del genere. «Attraverso l’Unione dei Comuni - aggiunge ulteriormente il sindaco Betti - abbiamo subito fatto arrivare dei contenitori metallici da utilizzare, se ce ne fosse bisogno, per le salme».

I danni si sono registrati nella parte antica del cimitero che comprende anche alcune tombe monumentali, alcune delle quali sono rimaste gravemente danneggiate dai cipressi caduti mentre altre, vicine, sono rimaste miracolosamente illese. La parte nuova del cimitero, quella costruita fra trenta e quaranta anni fa, è invece del tutto agibile, conferma il primo cittadino.

È ancora troppo presto, in ogni modo, per una stima esatta dei danni e del tempo che sarà necessario per ripristinare il cimitero. «Finché non riusciremo a rimuovere tutti gli alberi - sottolinea Betti - non potremo avere alcuna certezza in questo senso.

La tempesta di vento ha danneggiato pesantemente anche la chiesa di San Pietro in Corsena. Racconta don Lorenzo, il parroco, che «due grossi alberi si sono abbattuti sul tetto della chiesa, sono venute giù grondaie e guaine».

Non è l’unica chiesa messa in ginocchio: stessa sorte è toccata anche a quelle di Crasciana e Casabasciana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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