Il Tirreno

Lucca

La rabbia di Bonini: allarmi meteo generici

di Nicola Bellanova
La rabbia di Bonini: allarmi meteo generici

A Barga tre scuole ancora chiuse. Danni al museo di Coreglia

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VALLE DEL SERCHIO. Il day after è da choc, con l'ennesima conta dei danni da quantificare, e soprattutto la solita speranza di avere i fondi necessari per ripartire. L'emergenza è finita (moderata, secondo gli standardizzati bollettini della Protezione Civile), ma non è finita la paura. Strade dissestate già in condizioni normali, sono diventate di fatto impraticabili, così come monumenti e persino i cimiteri e i musei, luoghi della tranquillità per antonomasia.

Ma c'è chi punta l'indice contro l'utilizzo troppo frequente di allarmi. Marco Bonini, sindaco di Barga, è duro con la Protezione Civile e la mancanza di chiarezza dei sistemi di allerta: «Non possiamo avere allerte meteo tutte uguali senza diversificazioni. La gente deve sapere chiaramente a cosa va incontro, non avere una generica criticità moderata, e poi avere un disastro di questo tipo. Abbiamo avuto quattro comunicazioni nelle ultime settimane per vari fenomeni, e tutti uguali. Bisogna essere in grado di sapere cosa funziona e dare risposte certe ai cittadini». Intanto a Barga è stata disposta la chiusura, oggi, della scuola media del capoluogo e dell’Isi 1 e 2.

L'asse apuano tra Gallicano e Molazzana è stato letteralmente devastato dalla furia del grecale. A Coreglia, nel giro di pochi metri, tre simboli della cultura cittadina sono stati lesionati. Infatti, il Museo della figurina di gesso “G. Lera”, il teatro comunale “A. Bambi” e la chiesa di San Michele, hanno riportato seri danni strutturali, al punto da intervenire immediatamente. Infatti, l'altra notte, è crollata una paretina al museo della figurina di gesso “G. Lera” di Coreglia. Il vento ha sfondato una finestra e una parte del tetto lato versante Ania, e si aperto un fronte per un movimento dei solai in legno, che ha danneggiato due preziosissime statue in gesso custodite da decenni. Il danno sarà quantificato da un esperto, e si valuterà se sarà il caso di restaurare i manufatti, o magari rifarli ex novo. È stato quasi del tutto scoperchiato il tetto del teatro Bambi e distrutta la porta a vetri. Oltre a ciò, si segnalano danni alla chiesa di San Michele, senza contare che le frazioni montane come Tereglio, Vitiana e Lucignana e la parte bassa del capoluogo sono ancora senza luce. A Gallicano, tra edifici pubblici da sistemare e danni ai privati, e la stima provvisoria è circa 550mila euro.

Le situazioni più critiche si trovano nella parte più alta a nord (Fiattone e Perpoli e Campo con strade d'accesso con piante pericolanti e strada non sicura), e a Colle Aginaia. In questi tre paesi manca ancora la corrente elettrica, ma il vicesindaco Dino Ponziani, traccia un primo bilancio: «Tante situazioni delicate sbrogliate grazie all'impegno dei dipendenti pubblici e dei cittadini, e ci siamo trovati a gestirle direttamente a livello economico e umano».

A Barga tra gli edifici pubblici, sono notevoli i danni alle scuole superiori in Piangrande e in altre strutture sul territorio. Nel centro storico la situazione più critica: ancora chiusa via del Pretorio perché i tegoli delle strade dei privati si sono mosse: «Farò un'ordinanza – afferma il sindaco Marco Bonini -, per mettere i privati nelle condizioni di sistemare gli immobili per garantire l'incolumità dei cittadini».

Infine, Molazzana ha avuto ferite gravi. A Cascio è caduto un cipresso secolare sul cimitero monumentale, distruggendo una ventina di tombe, il muro perimetrale del cimitero e il cancello. Danni rilevantissimi alle due aziende azienda florovivaistiche di Barbara Poli e di Guidugli a Cascio, mentre ieri mattina la Protezione Civile è andata a Vascherana per portare un generatore ai residenti, ancora senza corrente.

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