Sicurezza
Giù anche il cipresso che fu piantato da Pascoli
A Castelvecchio il vento ha colpito la pianta alta trenta metri installata dal poeta La Soprintendenza deciderà se si potrà ricollocarlo o dovrà essere eliminato
BARGA. Il poeta del fanciullino e del nido, Giovanni Pascoli e de “I cipressi che a Bólgheri alti e schietti/ van da San Guido in duplice filar, ”, Giosuè Carducci, oltre ad essere rispettivamente allievo e maestro, in questi giorni in cui forti raffiche di vento hanno investito il territorio regionale, sono inoltre legati da un fatto curioso, o coincidenza: un albero a Bogheri, come nella stessa casa Pascoli a Castelvecchio, è stato abbattuto dalle eccezionali condizioni meteo dei giorni passati.
All'interno del giardino della casa-museo sul colle di Caprona a Castelvecchio, giovedì notte paradossalmente a quasi un mese dall'anniversario della morte del poeta, si è sradicato un cipresso alto circa trenta metri seguendo poi, fortunatamente, una traiettoria che l'ha portato a cadere sul suolo del giardino senza rovinare alcun edificio circostante, come il pozzo e soprattutto la facciata, fresca di restauri all'intonaco, dove all'interno v'è il nido dei fratelli Pascoli.
Come a Bolgheri quello non era un comune cipresso, ma “monumentale”: infatti, era il superstite di due esemplari piantati dal geniale poeta-naturalista, una volta arrivato nel territorio di Barga poi diventato il proprietario della tenuta dal 1902.
Giovanni e Mariù, si chiamavano questi due cipressi, ma non si è saputo mai dai documenti quale fosse l'uno o l'altro e perciò, oggi, non sappiamo quale dei due s'è accasciato al suolo. Attualmente, data l'importanza della pianta, e la curiosa storia legata, non si può stabilire se è nelle condizioni di poter essere ripristinata anche a causa delle deboli radici attaccate al tronco. Il presidente della Fondazione Pascoli, Alessandro Adami, ente gestore dei beni del giardino, è in attesa del verdetto da parte della soprintendenza. Sapremo nei prossimi giorni se verrà ripristinato o eliminato, considerando gli imminenti appuntamenti al colle di Caprona. Tegole cadute dal tetto di casa Pascoli, come da altre coperture vicine e altri tre cipressi sradicati lungo il principale viale d'accesso alla casa e alle vicine abitazioni del borgo, completano l'intero bollettino.
«Siamo dietro a fare una corretta stima dei danni per il loro recupero e sistemazione - commenta Adami - e speriamo che da Stato, Regione o Provincia, vengano stanziati fondi anche per la tutela di un bene culturale come Casa Pascoli, preziosa risorsa per la cultura italiana».
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