Il Tirreno

Lucca

Schiacciate dal tetto, salve per miracolo

di Andrea Giorgi
Schiacciate dal tetto, salve per miracolo

Paura per una maestra e una bidella dell’elementare di Ponte a Moriano «Quindici minuti più tardi la strada sarebbe stata piena di bambini»

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LUCCA. Sono vive per miracolo. Hanno riportato varie fratture e attualmente si trovano ricoverate all’ospedale San Luca. Un’insegnante e una bidella della scuola elementare di Ponte a Moriano debbono ringraziare in primo luogo gli agenti di una pattuglia della polizia guidata dal caposquadra delle volanti Angelo Croci che le ha tratte in salvo prima che venissero schiacciate dal peso della lamiera del tetto della palestra dell’istituto volato via come foglia al vento. Si è davvero sfiorata la tragedia ieri mattina alle 7,30 alla primaria. Un quarto d’ora dopo centinaia di bimbi avrebbero affollato l’edificio. E sarebbe stata una catastrofe di proporzioni immani. Dal loro letto di ospedale Francesca Cataldi, 59 anni, insegnante elementare, residente sulla via Romana ad Antraccoli e Patrizia Butori, 57 anni, bidella, abitante in via della Croce a Saltocchio - due colonne della scuola di Ponte a Moriano - raccontano ancora sotto choc quei tragici attimi che potevano costar loro la vita. «Non vogliamo nemmeno pensare cosa sarebbe accaduto se la tempesta di vento avesse tardato quindici minuti e la strada accanto alla scuola si fosse riempita di bimbi diretti a scuola» è alla premessa delle due donne ferite.

Inseguite dal tetto in lamiera. A ripensarci non ci credono neanche loro. Inseguite dal tetto in lamiera della palestra della scuola che la tromba d’aria aveva scoperchiato. «Stavamo entrando a lavoro - dicono - quando il tetto della palestra è stato divelto da un’improvvisa raffica di vento». Una bambina, distante qualche metro, ha visto la sua maestra scomparire tra le macerie: inghiottita dalle pesanti lamiere che ricoprivano il tetto della palestra. La violenta folata ha sollevato completamente la struttura e l’ha fatta volare come un aquilone catapultata, a forte velocità, a decine di metri di distanza dall’edificio proprio mentre stavano arrivando le due dipendenti statali: «Quel tetto ci veniva addosso senza lasciarci possibilità di fuga. - dicono ancora sotto choc - Unica salvezza: il riparo offerto da un camper che era parcheggiato a lato della strada e verso il quale ci siamo precipitate visto il pericolo che correvamo». Ma il tempo non è stato sufficiente ed entrambe sono state travolte poco prima di raggiungere la roulotte. Francesca Cataldi è stata colpita nella schiena dal bordo del tetto che poi si è andato a conficcare nella fiancata del camper stesso finendo per incastrarcela. Patrizia Butori invece è stata travolta in pieno e solo una fioriera, che ha tenuto parzialmente sollevata la lamiera, ha impedito che tutto il peso della struttura gravasse sul suo corpo. Uno spettacolo apocalittico quindi per i testimoni, che si sono ritrovati a guardare le due donne incastrate ed urlanti dal dolore senza possibilità di dargli il minimo aiuto.

Arriva la polizia. Una volante della polizia si trovava poco lontano per un sopralluogo su una strada bloccata da un albero caduto. Gli agenti, con in testa il caposquadra Croci, sono riusciti a fatica e procurandosi anche qualche lesione a liberare le due donne per poi avvertire l’ambulanza. «Non riuscivo a muovermi. – dice la bidella – Ero schiacciata da quella lamiera pesantissima. Sono stati momenti terribili e ho riportato la frattura di alcune costole». Peggio è andata all’insegnante Francesca Cataldi: una caviglia ed una vertebra fratturata. Preoccupa i medici soprattutto la lesione alla schiena. Possibile che nelle prossime ore venga sottoposta a un intervento chirurgico per evitare complicazioni spinali.

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