La manifestazione
Muore sotto il masso venuto giù dal monte
Tragica fine sulla Lodovica per un imprenditore di Piazza al Serchio Lascia la moglie e due figli. Illesa la donna che si trovava con lui
BORGO A MOZZANO. «È stato un attimo, come in un incubo. Un botto fortissimo, il tettino dell’auto che si apre, Sauro che si accascia, il sangue, la macchina senza più controllo che va a sbattere contro il camion che arriva dalla parte opposta. Terribile: sono viva per miracolo». Non ha nemmeno la forza di parlare Angiolina Tamagnini, 39 anni, estetista al centro benessere Vitality di Piazza al Serchio diretto dal 2007 da Sauro Tortelli, 41 anni, originario di Camporgiano e residente a Varliano di Giuncugnano. L’imprenditore, sposato e padre di due bimbi piccoli, è morto tragicamente per colpa di un masso caduto da 60-70 metri d’altezza e rimbalzato - come un proiettile impazzito - sulla Lodovica, tra Rinvangaio e Valdottavo, proprio mentre transitava la Ford S Max della vittima che aveva accanto la dipendente. L’estetista è tornata a casa - accompagnata dal marito Alessandro, dipendente della cooperativa «Terra Uomini e Ambiente» - poco dopo mezzogiorno e mezzo dopo un check up al pronto soccorso del San Luca. Anche l’ecografia all’addome -per stabilire se avesse riportato lesioni causate dall’airbag esploso dopo l’impatto con l’autoarticolato - non ha riscontrato lesioni. Lei illesa, il suo datore di lavoro morto all’istante. È ancora sotto choc Angiolina. Cancellare quei tragici istanti sarà impossibile. Per lei parla il marito Alessandro a cui ha raccontato, durante l’attesa al pronto soccorso e il viaggio di ritorno nella sua abitazione a Castelnuovo, quei drammatici momenti.
Una visita in ospedale. Sauro Tortelli si è alzato presto. Erano le 6,20 quando ha salutato la moglie Flavia Carrari con cui gestisce la beauty farm e ha dato un bacio ai suoi bimbi Beatrice di 8 anni e Matteo di 3 prima di salire sulla sua vettura. Aveva promesso ad Angiolina Tamagnini, dipendente del centro estetico, di accompagnarla per esami medici all’ospedale di Pisa: «Sì. - conferma il marito della visagista - Angiolina doveva eseguire dei test allergologici legati ai prodotti utilizzati nella sua attività e visto che io non potevo accompagnarla perché ero impegnato al lavoro, Sauro si è prestato per venirla a prendere e accompagnarla a Cisanello. Lui era una persona solare, sempre disponibile ad aiutare chi era in difficoltà. È arrivato puntale alle 7. Mia moglie è salita sulla sua auto e io li ho salutati per poi a mia volta prendere la macchina ed andare a lavoro».
Rami sulla strada. La Ford viaggia sulla Lodovica a velocità ridotta. «Pioveva e la strada era lastricata di rami d’albero e sassi. Sauro andava piano, non amava prendersi rischi al volante. Erano le 8,05 quando in prossimità del ponte sul Serchio un botto fortissimo ha squassato la vettura. Un masso precipitato dall’alto ha sfondato il tettino dal lato del conducente. Mia moglie si è girata e in una frazione di secondo ha potuto vedere che il suo datore di lavoro aveva perduto i sensi con il sangue che colava dalla testa mentre l’auto, senza più controllo, si è girata su se stessa invadendo la carreggiata opposta dove stava procedendo un autoarticolato che trasportava carburante ed era diretto verso Borgo a Mozzano».
Salva per miracolo. Angiolina vede la morte in faccia. «Il conducente del Tir ha cercato di frenare, ma è stato inutile. Fortuna ha voluto che la berlina procedesse a velocità ridotta. L’impatto ha provocato l’apertura dell’airbag. Il cielo ha voluto che dietro la Ford S Max ci fosse una vettura con a bordo due medici, tra cui una dottoressa di Borgo a Mozzano. L’hanno aiutata ad uscire dall’abitacolo e le hanno prestato le prime cure in attesa dell’arrivo di un’ambulanza che l’ha trasferita al pronto soccorso del S. Luca ».
Indagine della procura. Ad uccidere Sauro Tortelli è stato un gravissimo trauma cranico emorragico che ha provocato un decesso istantaneo. Originario di Camporgiano, tra i più attivi in Confartigianato, sino ad alcuni anni fa era un apprezzato ballerino del gruppo folcloristico «La Muffrina». Il padre Mario era un apprezzato maestro di musica che ha composto anche l’inno di Camporgiano. Oltre alla moglie, precipitatasi all’obitorio dell’ex Campo di Marte una volta appresa la notizia, e ai due figli il titolare del centro benessere lascia anche il fratello Carlo, che vive ancora a Camporgiano, la cognata e il nipote. La procura ha concesso il nullaosta per la sepoltura e i funerali si terranno domani alle 15,30 alla palestra di Magliano di Giuncugnano (a causa del terremoto le chiese della zona sono inagibili) e al termine della cerimonia l’imprenditore verrà sepolto al cimitero di Varliano. Stamani il trasferimento all’obitorio di Castelnuovo dove stasera alle 20,30 si terrà una veglia di preghiera.
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