La manifestazione
Siringhe e vandali a due passi dai bimbi
Lettera di denuncia di insegnanti e genitori degli istituti di San Vito: servono più controlli e la videosorveglianza
LUCCA. Vandalismi, siringhe abbandonate, cocci di vetri infranti: non una rarità, purtroppo, nelle nostre città. Ma quando tutto questo avviene a pochi passi dal portone di una scuola la situazione diventa ancora meno inaccettabile. E deve essere denunciato. È quello che hanno fatto il dirigente, i docenti e i genitori della scuola materna e della primaria di San Vito (che ricadono nella competenza dell’istituto comprensivo Lucca 6): da loro è partita una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Tambellini, agli assessori Ilaria Vietina (scuola) e Francesco Raspini (sicurezza) e ai vertici di polizia, carabinieri e polizia municipale. Meno di una paginetta dal significato molto chiaro: più sicurezza per i bambini, i loro genitori e chi lavora nelle scuole.
«Questo è un quartiere complicato e con situazioni difficili - ragiona il dirigente scolastico Giuseppe Testa -. E il rischio è che le scuole siano i soggetti “deboli”, che senza attenzione e controlli più sono esposti ai rischi».
Cosa succede vicino ai due plessi, popolati ogni giorno da centinaia di studenti (alla materna ci sono tre sezioni, alle elementari dieci)? Lo spiega la lettera inviata alle istituzioni: «C’è una situazione di non sicurezza e di incuria in cui, da tempo, si trova tutta la zona perimetrale della scuola, frequente teatro di atti vandalici da parte di ignoti che danneggiano, incendiano o distruggono sia le attrezzature del parco giochi sia la segnaletica stradale prossima agli edifici scolastici».
Ma questa è solo una parte del problema. Ce n’è un’altra, più insidiosa, che preoccupa chi gravita intorno alle due scuole: «A causa dello stato di degrado e di non sorveglianza - continua la lettera inviata dalle scuole - quest’area è divenuta, soprattutto nelle ore serali e notturne, luogo di ritrovo di gruppi che abusano di alcolici e, presumibilmente, si dedicano allo spaccio di droga. Per cui, non di rado, sul terreno circostante e nel giardino della scuola vengono rinvenuti cocci di bottiglia e siringhe usate, che costituiscono un gravissimo pericolo per la salute e la sicurezza fisica degli alunni, degli insegnanti e del personale ausiliario».
C’è poi la questione del campo sportivo che da pochi mesi è stato inaugurato all’interno del perimetro della scuola primaria Donatelli, realizzato grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio: «Si tratta di un piccolo gioiello - spiega il dirigente scolastico - ma rischia di essere danneggiato, visto che la recinzione troppo bassa consente un ingresso molto facile a chi ha cattive intenzioni».
Docenti e genitori hanno anche proposte per limitare tutto questo. Innanzitutto, qualcosa di molto facile: sostituire la recinzione, soprattutto là dove è più bassa, e realizzare così una più efficace barriera fisica verso i malintenzionati.
«Chiediamo poi - continua il dirigente scolastico - che sia intensificata la sorveglianza, sia tramite un pattugliamento più assiduo da parte degli uomini delle forze dell’ordine, sia con l’installazione di un sistema di telecamere». Al momento, infatti, le due scuole non hanno alcuna rete di videosorveglianza e, quindi, oltre a non poter rintracciare gli eventuali colpevoli, non hanno nemmeno un meccanismo di “dissuasione”.
Testa spiega l’importanza della scuola per il quartiere di San Vito: «Siamo un punto di aggregazione importante e facciamo un’azione significativa anche nei confronti di molti studenti con problemi di disabilità, sia per i tanti figli di famiglie immigrati».
La conversazione con Testa si chiude con un po’ di amarezza, quando alla domanda se qualcuno dei destinatari della lettera si sia fatto vivo: «No, nessuno. Lei è il primo che mi telefona, è l’unica reazione che ho avuto...».
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