Sicurezza
Minacce al giudice che ha condannato il carabiniere
Lucca: la procura ha fatto acquisire dalla pg la documentazione su una pagina Facebook. Disposte misure di prevenzione
LUCCA. Per giorni è stato oggetto di continui e insopportabili attacchi all’incolumità personale sulla pagina Facebook «Io sto con le forze dell’ordine». Attacchi arrivati persino a ripetute minacce di morte soltanto per aver fatto il suo dovere di giudice che risponde di fronte alla legge: condannare un carabiniere accusato di lesioni nei confronti di un ladro già ammanettato (peraltro condannato a una pena tripla per il furto commesso) che non era stato neanche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Lui, Carlo Annarumma, giudice di provata esperienza e per niente amante della pubblicità (come dimostrano gli oltre 40 anni trascorsi in magistratura) tutto avrebbe voluto tranne il clamore mass mediatico sulla vicenda legata a una sentenza emessa in piena coscienza. Lui, lontano anni luce da iniziative anche vagamente valutabili come politiche, si è trovato suo malgrado vittima di attacchi politici che nulla c’entrano con l’amministrazione della giustizia.
Ma la situazione adesso non è più tollerabile e il pericolo che un mitomane, un esaltato, un pazzo, possa in qualche modo fare un affronto o peggio ancora attentare all’incolumità del giudice ha indotto la procura della Repubblica a prendere adeguate iniziative.
Tutela e prevenzione. Nella riunione dell’ordine e della sicurezza pubblica sono state adottate iniziative di tutela e prevenzione nei confronti del giudice. Tra queste sicuramente il passaggio davanti alla sua abitazione di un’auto della volante della polizia o di una macchina dei carabinieri durante gli abituali servizi di controllo del territorio.
Indagine. Sul fronte investigativo la procura della Repubblica, attraverso il capo dell’ufficio requirente Aldo Cicala, ha delegato la polizia giudiziaria in servizio all’interno del palazzo di Giustizia di acquisire atti e documenti legati alla pagina Fb in questione e alla pubblicazione di articoli relativi alla vicenda per poi, una volta acquisiti gli elementi, aprire un fascicolo che verrà trasmesso per competenza alla procura di Genova. Un’indagine in fase iniziale da cui si evince che le minacce gravi al giudice sono state compiute tra il 20 e il 25 febbraio mentre da quella data sino a ieri pomeriggio la pagina Facebook «Io sto con le forze dell’ordine» riportava soltanto un commento, dai toni abbastanza pacati e senza debordare, contro la sentenza (3 marzo) senza far riferimento all’estensore. La pg della procura vuol capire se esistono ed eventualmente chi sono gli addetti al controllo di quella pagina Fb a cui ha aderito, tra i primi e tra gli altri, il sindaco di Altopascio, Maurizio Marchetti.
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