Sicurezza
L’Inail ha venduto palazzo Tommasi
L’edificio è passato alla Cassa depositi e prestiti che lo vuole mettere sul mercato nello stato attuale
LUCCA. È passato di mano lo storico palazzo Tommasi in piazza Santa Maria Bianca: l’Inail, infatti, l’ha venduto a un fondo immobiliare della Cassa deposititi e prestiti.
L’operazione, anticipata alcune settimane fa dal Tirreno, si è perfezionata con il pagamento da parte della “cassaforte” del Tesoro dei due milioni e quarantamila euro concordati per il trasferimento.
La partita vera, però, comincia ora. E non lascia ben sperare nella possibilità di vedere recuperare in tempi accettabili il palazzo. Cassa depositi e prestiti, infatti ha inserito lo stabile nel comparto “extra” del Fondo investimenti immobiliari: un “paniere” che contiene cespiti da alienare sia dopo ristrutturazione, sia nello stato in cui sono. E la via scelta dalla Cassa è proprio la seconda: palazzo Tommasi, insomma, sarà messo sul mercato “in tempi brevi” nello stato in cui è.
Si riproporrà, dunque, il problema già affrontato anni fa: trovare qualcuno in grado di accollarsi non solo l’acquisto ma anche il restauro dell’immobile. Con l’obiettivo di farne, probabilmente, un albero di lusso in pieno centro, visto che questo è uno degli utilizzi consentiti dagli strumenti urbanistici.
I costi sono, ovviamente, ingenti: si stima che per rimettere a nuovo palazzo Tommasi, ovviamente vincolato dalla Soprintendenza, servano non meno di cinque-sei milioni di euro. Investimento che in pochi oggi sembrano potersi permettere. Anche perché - al di là dei lavori da fare - c’è il problema dell’ubicazione di palazo Tommasi: indubbiamente di prestigio, ma che sconta una difficoltà nella disponibilità di parcheggi.
Ma è anche vero che ormai la visione di un edificio così imponente in stato di abbandono non è più sostenibile per l’immagine della città. E anche per la sicurezza dei cittadini, visto che in passato ci sono stati episodi di piccoli crolli, con l’intervento dell’Inail per la messa in sicurezza. Un destino triste per questo palazzo, che per tanti anni ha ospitato la sede Cisl e studi medici. Poi, dagli inizi degli anni Novanta, l’abbandono e tanti progetti naufragati: l’inserimento nel Prusst (il programma che fu l’"antenato" del Piuss), l’idea di una collaborazione con il Sant’Anna di Pisa, il tentativo dell’Inail di darlo in affitto a un soggetto che lo rimettesse in sesto e si vedesse scomputati i costi dal canone.
Fino al "sogno" dell’Asl guidata da Oreste Tavanti, di farne la sede dei propri uffici direzionali. Rimasto, per l’appunto, solo un sogno.
Luca Cinotti
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