Il Tirreno

Lucca

I vigili riscontrano alcuni abusi edilizi in S. Maria Bianca

di Luca Tronchetti

Sarebbero legati al contenzioso tra parrocchia e Canonici . La Diocesi ricorre contro la sentenza sulla servitù di passo

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LUCCA. La Diocesi non porge l’altra guancia, come nel famoso discorso della Montagna di Gesù Cristo nel vangelo di Matteo, ma ricorre contro la sentenza del giudice che la vede soccombere, costretta a pagare 5000 euro, nel contenzioso con la Congregazione dei Canonici Regolari Lateranensi per una servitù di passaggio ai locali della canonica e della chiesa di S. Maria Bianca in pieno centro storico. Un reclamo presentato dinanzi al tribunale civile con la prima udienza già fissata il 3 aprile prossimo: il giorno del Venerdì Santo.

Abusi edilizi. Sarà un caso, ma poco dopo la decisione del giudice civile Antonella Frizilio si sono mossi pure i vigili urbani. La polizia municipale infatti ha riscontrato un abuso edilizio in piazza S. Maria Forisportam: il frazionamento, ottenuto mediante la chiusura in muratura di quattro accessi di comunicazione situati rispettivamente a piano terra, al primo e al secondo piano per dividere i locali tra le due proprietà e la realizzazione di una scala interna in ferro e legno per l’accesso al primo piano dei locali adiacenti la chiesa. I vigili hanno elevato il verbale il 24 febbraio scorso mandando gli atti alla procura della Repubblica per valutare eventuali profili di responsabilità.

Di abusi edilizi, peraltro, avevano parlato proprio i legali della parrocchia di Santa Maria Bianca evidenziandoli e introducendoli quasi alla fine del contenzioso durato 4 anni e che il giudice aveva ritenuto «inconferenti, prossimi alla prescrizione e finalizzati al procrastinarsi della lite e non allo scopo di raggiungere la serenità dei rapporti tra le parti». Il tutto, stando al giudice, attraverso osservazioni del proprio consulente tecnico di parte pervenute a trattative apparentemente concluse con richieste di rinvio finalizzate alla transazione.

Origine del contenzioso. Una causa datata 24 giugno 2011 finalizzata al reintegro della parrocchia di S. Maria Bianca, quindi della Diocesi, nel possesso del passo d’accesso ai locali parrocchiali da vicolo Tommasi 1 con ordine alla Congregazione dei Canoni Regolari Lateranensi (i cosiddetti “rocchettini”, un istituto religioso di diritto pontificio che risale al IX secolo) di consegnare le chiavi del portone d’ingresso al vicolo e di rimuovere le murature che chiudono gli accessi alla canonica, ai locali parrocchiali e alla chiesa impedendo l’accesso al locale caldaia. Nel luglio 2010 la Diocesi aveva tolto la cura della chiesa alla Congregazione passandola nelle mani della parrocchia e pretendeva di entrare in possesso della chiave del portone che si affaccia su vicolo Tommasi 1 rimuovendo le murature che chiuderebbero quattro accessi di comunicazione. Ma i canonici, che vestono con un abito talare di lino bianco, si erano difese sostenendo che ai locali della parrocchia si poteva accedere da altri ingressi e che, per tale motivo, le chiusure erano state effettuate in accordo con i sacerdoti diocesani prima del 2010.

Giudizio terreno. L’azione giudiziaria non si ferma. Evidentemente quella servitù di passaggio è fondamentale per la Diocesi visto che con il reclamo il contenzioso andrà avanti ancora un bel po’ di tempo. Che forse sarebbe stato meglio spendere per l’educazione cristiana della gioventù e per le opere di carità.

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