Il Tirreno

Lucca

I resti di una sigaretta incastrano l’autore del furto in una villa

di Luca Tronchetti

Arrestato nomade che con due complici smurò la cassaforte che conteneva monili e orologi di pregio per 120mila euro

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PIEVE DI COMPITO. I resti di un mozzicone di sigaretta gettato in un angolo della sua abitazione, recuperato dai carabinieri e da cui è stato estratto con successo il DNA, diventa la prova regina per trasformare sospetti in certezze e chiedere e ottenere la misura cautelare in carcere per Monali Glaudi, 38 anni e mezzo, nomade residente nel campo di Maggiano. Il malvivente è finito dietro le sbarre - e verrà interrogato oggi dal gip Marcella Spada Ricci - con l’accusa di furto aggravato commesso con due complici rimasti ancora ignoti nella villa dell’industriale Luca Marianetti, 42 anni, presidente della’Abv Energy, azienda leader nel mondo per la produzione di valvole per il gas.

Tracce ematiche nella villa. Un colpo avvenuto nella tenuta di Badia di Cantignano nella notte tra il 3 e il 4 agosto 2013 fruttato alla gang centoventimila euro tra monili e orologi di pregio. Per l’accusa durante il raid uno dei malviventi, Monali Glaudi, si ferì e nell’abitazione furono rinvenute dagli inquirenti tracce di sangue riconducibili ai malfattori. I militari di Pieve di Compito, assieme a quelli della scientifica di Cortile degli Svizzeri, repertarono quelle tracce biologiche che vennero inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma per gli accertamenti del caso. Ma quel profilo genetico non era ancora censito nella banca dati del Dna.

La testimonianza. Ecco allora che diventano fondamentali le testimonianze raccolte dai militari nell’immediatezza del furto. Uno dei residenti di Badia di Cantignano aveva notato, nella fascia oraria in cui si svolse il furto in casa dell’industriale che si trovava in vacanza in Costa Smeralda, un’auto sospetta con a bordo una persona nascosta tra i cespugli a poca distanza dalla villa presa di mira dalla gang. Il modello di macchina - presente sul luogo del crimine anche in altri furti in abitazione avvenuti nel Compitese - per gli inquirenti corrispondeva a quella di Monali Glaudi, residente nel campo nomadi di Maggiano. Servivano però prove certe per poter mettere in correlazione la presenza di Glaudi la notte del 4 agosto 2013 a villa Marianetti. Così i militari chiesero al sostituto procuratore Giuseppe Amodeo un decreto di perquisizione a vari appartenenti al campo nomadi. Vennero recuperati televisori, telefoni, computer risultati rubati in provincia nel corso del 2014 e che vennero restituiti ai proprietari.

Il mozzicone. A casa di Glaudi i carabinieri sequestrarono un paio di passamontagna, guanti e radio ricetrasmittenti. Ma soprattutto i militari raccolsero in un angolo dell’abitazione un mozzicone di sigaretta inviando il campione biologico al Ris di Roma affinché venisse comparato con il sangue rinvenuto a villa Marianetti. Il risultato? I due profili genetici erano sovrapponibili. Glaudi era un componente della gang.

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Aggiornamento (28 maggio 2015): Luca Marianetti non ricopre cariche all'interno della Velan Abv

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