Finanza
Multe a bar e ristoranti, ricorsi a pioggia
Alcuni operatori hanno collezionato sanzioni per un totale di 6.000 euro. Confesercenti: il Comune ha fatto lo sceriffo
LUCCA. Cinque ricorsi sono già sul tavolo del giudice di pace, arrivano da fornitori e albergatori. Molti altri sono in partenza e sempre per contestare l’eccesso di solerzia dell’amministrazione nell’applicare, anche durante la sperimentazione, le sanzioni derivanti da nuove regole sugli orari del carico e scarico merci nel centro storico.
Il risultato è che le multe sono fioccate. Tante, tantissime, sia a carico di corrieri e fornitori di negozi, pubblici esercizi e alberghi del centro che di titolari di bar, alberghi e ristoranti. È successo, conferma Valentina Cesaretti, direttore provinciale di Confesercenti, che un solo imprenditore con l’attività nel centro storico abbia collezionato fino a sessanta multe, per circa seimila euro in totale. Più frequenti i casi di quanti ne hanno ricevute fino a trenta.
«Una situazione insostenibile - protesta Valentina Cesaretti - che sta mettendo in ginocchio molti operatori. Non contesto la logica dei nuovi orari del carico e scarico, trovo le regole giustissime. Ma credo che l’atteggiamento dell’amministrazione sia stato troppo da sceriffo. Era concordato che dal 19 novembre 2014, quando sono scattate le nuove regole, sarebbe stato previsto un periodo di sperimentazione nel quale avevamo chiesto a più riprese di usare una dose di tolleranza. Non è stato così: le multe sono subito scattate. Sono cominciate ad arrivare già a dicembre».
Troppa fretta di fare cassa. Valentina Cesaretti riconosce all’amministrazione il coinvolgimento delle associazioni di categoria in fase di decisione di nuovi orari per il carico e scarico merci. «Siamo stati subito concordi - ammette - con la volontà di liberare il centro da auto e furgoni che entravano e uscivano senza regole e a volte anche in modo improprio. Sono state individuate aree deputate a questa funzione e orari. La fase sperimentale è partita il 19 novembre. Il Comune ha inviato via posta elettronica certificata (pec) un avviso agli operatori interessati per comunicare i cambiamenti. Ma una pec non basta: sarebbe stato opportuno che in fase di sperimentazione dei nuovi orari a chi trasgrediva venissero inviati avvisi bonari, simulazioni di multe, piuttosto che verbali veri. Sarebbe stato opportuno che, approfittando della scadenza del 28 febbraio per tutti i permessi annuali di accesso alla zona a traffico limitato, lo stesso termine fosse stato previsto anche per l’emissione di multe ai trasgressoridelle regole sul carico e scarico. Dal 1º marzo sarebbe stato giusto che fossero partite le multe a carico di chi, nonostante pec e sperimentazione non avesse capito o voluto capire». Intanto un gruppo consistente di multati, convinto che le multe ricevute durante la sperimentazione (l’ordinanza vera è in vigore dal 19 febbraio 2015) fossero illegittime, ha cominciato a organizzarsi, in proprio o tramite legali, per istruire ricorsi al giudice di pace. «Sono tantissimi quelli che l’hanno fatto», dice Cesaretti.
Richieste impossibili. Non solo alcuni corrieri hanno pagato le spese della comunicazione minima delle nuove regole, ribadisce Cesaretti. «Anche molti operatori - sottolinea - sono stati colpiti. In fase di concertazione avevamo chiesto di ampliare gli orari per bar e ristoranti: tanti locali si riforniscono da soli, con auto propria, e devono fare fronte anche a prenotazioni dell’ultimo momento. A qualcuno che ha chiesto la deroga per trasformare il permesso di accesso al centro storico in permesso per il carico e scarico gli uffici comunali hanno risposto che si doveva dotare di un furgone coibentato per il trasporto di cibi freschi. Una spesa consistente, come può un operatore sostenerla specie di questi tempi?. Un altro operatore che rifornisce di funghi trenta negozi del centro ha chiesto un’estensione dell’orario perché in quello previsto, dalle 8 alle 10, non riesce a fare il giro. Non gli è stato concesso. Occorre rivedere le autorizzazioni per fini specifici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
