Attenzione
Gazebo e pedane bloccati da Firenze
La legge sul paesaggio in contrasto con l’arredo urbano
LUCCA. La legge regionale sul paesaggio - tra l’altro contestatissima - blocca di fatto l’approvazione del nuovo regolamento comunale per le occupazioni di suolo pubblico per le attività economiche. Non è un problema da poco, ora che siamo arrivati all’inizio della stagione turistica. A palazzo Santini si preferisce attendere che a Firenze il maxiemendamento modifichi la legge: «Inutile andare ora all’approvazione del nostro regolamento, tra l’altro pronto da mesi, dal momento che esistono elementi di contrasto con la normativa regionale che deve esser in parte cambiata. Riteniamo che ciò avvenga nel giro di un paio di settimane» dice Valentina Mercanti, consigliere comunale di maggioranza che fa parte della commissione sviluppo economico.
I contrasti non mancano. Con il rischio per i commercianti, se il regolamento entrasse in vigore prima delle auspicate modifiche, di ritrovarsi a ordinare a pagare gazebo o pedane poi da smontare e rifare. Con una somma ingente spesa per nulla.
In attesa della fumata bianca da Firenze, va ricordato che l'obiettivo del regolamento previsto a Lucca - da tutti condiviso - è di avere più ordine in città e fuori, e di mettere fine a quella che qualcuno (anche tra gli operatori) definisce una «casbah insopportabile dove tanti fanno quel che vogliono, senza alcuna disciplina». Ed è invece il rispetto delle regole uno dei capisaldi del nuovo regolamento, che minaccia sanzioni severe per chi fa il furbo. Per esempio, si prevede che la concessione di suolo pubblico può decadere se l'occupazione della superficie non è conforme rispetto a quanto rilasciato. Insomma, chi si allarga rischia di vedersi portar via il permesso. Anche solo dopo la prima multa della polizia municipale. Sarà proibito accatastare arredi e attrezzature commerciali all'esterno dell'esercizio. Nei periodi di chiusura, notte compresa, dovranno essere tolti dal suolo pubblico tutti gli elementi più facilmente rimovibili (sedie, tavoli, ombrelloni) mantenendo all'esterno solo fioriere, pedane e pannelli limitatori. Nei periodi di chiusura inferiori o uguali a tre giorni, notti comprese, gli arredi potranno in alternativa essere mantenuti nello spazio occupato nell'ordine delle normali condizioni di esercizio e con gli opportuni accorgimenti per serrare le sedie sotto ai tavoli in modo da evitare disordine e da impedire lo stazionamento di persone durante la chiusura. Tavoli e sedie dovranno avere la struttura portante in metallo, legno, ghisa. Esclusa tassativamente la plastica. Le tovagliette per coprire i tavoli dovranno essere in tinta monocromatica, eventualmente con piccoli disegni decorativi. (d.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
