Il Tirreno

Lucca

LA SENTENZA

La banca vuole i soldi, ma la fideiussione è falsa

di Luca Tronchetti
Odissea di una vedova che vince una causa contro la banca
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Odissea di una vedova che vince una causa contro la banca

Una vedova di 65 anni riceve una richiesta di pagamento da MPS per centodiecimila euro. Ma attraverso il suo legale prende visione del contratto e scopre che la calligrafia non è del coniuge defunto. Il giudice le dà ragione 

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LUCCA.Se non si fosse rivolta a un legale sarebbe stata costretta a pagare centodiecimila euro al Monte dei Paschi di Siena che nel 2012 le aveva inviato una lettera in cui le intimava di versare quei soldi a causa di una fidieussione bancaria datata 2002 dell'importo di 260mila euro firmata dal coniuge, morto nel 2007, in favore della Banca Toscana poi incorporata con MPS. Un fulmine a ciel sereno per una vedova di 65 anni residente nel comune di Pescaglia che, prima si è rivolta ai vertici dell'istituto di creduto per prendere visione del contratto di fideiussione che obbligava il coniuge con il creditore garantendo l'adempimento dell'obbligazione, e poi, dopo tanto penare aver ottenuto il documento, al suo avvocato. Il motivo? Quella firma corredata da luogo e data di nascita a suo avviso era palesemente falsa.

Il contratto effettivamente esisteva e riguarda la ditta di un parente del marito defunto che era originario di Camaiore. Ma quando la vedova ha visto la calligrafia ha capito subito che si trattava di un clamoroso falso: la firma era apocrifa. Le sue convinzioni non hanno smosso la banca che a recedere dal suo intento non ci pensava proprio. Così la decisione di rivolgersi all’avvocato Matteo Mandoli che si è avvalso della consulenza tecnica di un perito calligrafo dimostrando come la firma in calce al contratto non appartenesse al defunto. Nell’autunno 2012 la decisione di citare in giudizio MPS davanti al giudice civile del tribunale di Lucca. Nel caso di specie a due giudici - Antonio Mondini e Giovanni Piccioli - visto che il contratto riguardava due filiali del Monte dei Paschi di Siena, una in Lucchesia e l’altra in Versilia. Entrambi i giudici hanno nominato consulenti tecnici che hanno confermato lo scorso gennaio l’inefficacia di quel contratto per firma palesemente apocrifa. Tra l’altro il Monte dei Paschi, attraverso i suoi legali, non è mai comparsa in giudizio. E adesso la banca dovrà rifondere le spese legali per alcune migliaia di euro.

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