Il Tirreno

Lucca

Casermette, bando ancora in altomare e rischio dimissioni

di Barbara Antoni
Casermette, bando ancora in altomare e rischio dimissioni

Il cda dell’Opera delle Mura in subbuglio: se il testo sarà stravolto non si esclude l’abbandono in blocco del consiglio

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LUCCA. L’idea generale è di far presto a individuare nuovi tempi e nuove regole. Ma vero è che almeno ad oggi il bando delle casermette, sospeso con nota ufficiale dell’amministrazione da una settimana, è in (agitato) altomare.

Gli incontri decisivi tra Comune e Opera delle Mura sono da programmare, mentre il cda dell’ente che gestisce il maggiore monumento cittadino si sfilaccia. L’ultima uscita è quella di Maria Luisa Beconcini, ingegnere, comunicata da giorni con una email ai colleghi del consiglio e per giorni tenuta sotto riserbo. Perché la vicenda del bando per la riassegnazione delle casermette ha creato scontento nel cda, che prima si è speso - con la faccia di tutti i suoi componenti - nella stesura di un documento che non avrebbe dovuto aver bisogno di chiarimenti. Invece si è visto piovere addosso una gragnola di contestazioni e ora è prossimo a revisione. Serpeggia molto scontento: tanto che qualcuno, nel cda, a denti stretti si lascia sfuggire che se la revisione del bando fosse troppo radicale inviterebbe il consiglio a dimettersi in blocco.

Tant’è. Situazione difficile sulla quale tutti i principali interlocutori si espongono con grande cautela.

Calendario di incontri con le associazioni. Nei piani oggi sul sito dell’Opera delle Mura dovrebbe essere pubblicato un calendario di date (cinque al massimo) in cui l’ente si mette a disposizione per incontrare le associazioni interessate al bando per l’assegnazione delle casermette. Incontri singoli o di gruppo per associazioni che intendano concorrere insieme. Saranno conversazioni preziose, spiega il presidente dell’Opera Alessandro Biancalana, «per capire problemi e necessità. Il canone? Mi sembra una delle questioni meno importanti. In fase di presentazione del bando tutti quanti, da me al sindaco, abbiamo sottolineato che le cifre indicate possono essere dimezzate in presenza di un buon progetto culturale e ulteriormente abbattute per progetti di particolare valore». Forse il bando ha urtato poteri forti? «Abbiamo situazioni di questo tipo ben più importanti - dice Biancalana -. Bisogna essere cocciuti ma con intelligenza. Di certo - sottolinea - stiamo valutando cosa fare per non rischiare di andare troppo in là con i tempi e di mantenere il profilo di trasparenza perché è quello che ha animato tutta la nostra azione».

Il malumore nel cda. «Chi è insorto contro il bando lo ha fatto in maniera pretestuosa. C’è un vincolo della Corte dei Conti che impone il pagamento di un canone per chi occupi uno spazio delle Mura - dice Roberto Favilla del cda dell’Opera -. Non capisco questo atteggiamento delle associazioni. Il nostro bando è stato concepito in base a un concetto di trasparenza e di apertura alla cittadinanza. Deve finire questa storia, per qualcuno, di essere privilegiato. L’obbligo di apertura delle casermette al pubblico, anche dei suoi servizi igienici, è un diritto dei cittadini. Volendo, le associazioni possono anche chiedere un compenso per l’uso dei bagni. Non credo sia giusto che il bando possa essere stravolto».

«Tutto da decidere». Da Palazzo Orsetti, la voce istituzionale è quella di Francesca Pierotti, assessore con delega all’Opera delle Mura. «Indicazioni precise sul nuovo bando ancora non ce ne sono - spiega l’assessore -. Dobbiamo ancora definire la tempistica di incontri, di confronti nel merito dei punti che richiedono integrazione. Solo quando avremo terminato questa fase potremo ridare il via alla procedura».

Un mese, forse anche due: questo potrebbe essere il tempo minimo necessario alla revisione del bando, all’integrazione con nuovi criteri. «La discussione si sta svolgendo, è ancora nel vivo - aggiunge Francesca Pierotti -. Non appena avremo novità sarà nostra premura divulgarle».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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