Sicurezza
Un nuovo impianto e 20 posti di lavoro alla coop Apuana
Servirà per lavorare in loco il marmo estratto a Vagli E il presidente Baisi approva il piano paesaggistico
VAGLI. Cave aperte al pubblico e più posti di lavoro grazie a un impianto di lavorazione in loco del marmo. Ecco le ultime iniziative della Cooperativa Apuana Marmi che intanto approva il piano paesaggistico della Regione.
«È il giusto compromesso tra la necessità di tutelare l'ambiente e quella di salvaguardare i posti di lavoro che derivano dalle attività estrattive», commenta Ottavio Baisi, presidente della Cooperativa Apuana. Il maxiemendamento Pd che dovrebbe andare a modificare la disciplina delle cave di marmo indicata nel Pit vede accolte molte delle richieste provenienti dalle aziende marmifere apuoversiliesi e dai comuni interessati, tra i quali, per la Garfagnana, Vagli Sotto e Minucciano.
«È un buon lavoro, fatto mediando tra le esigenze delle diverse parti in causa - prosegue Baisi – noi, dal canto nostro, ci eravamo già mossi in anticipo, seguendo le indicazioni contenute nel Pit sia per quanto riguarda la filera corta che per la tutela ambientale».
Proprio in questa direzione vanno anche due progetti a cui la Cooperativa sta lavorando. «Il primo – continua Baisi - è quello di aprire la cave al pubblico durante i lavori di estrazione del marmo. In questo modo tutti potranno venire a vedere con i propri occhi come il nostro lavoro venga svolto nel rispetto delle norme ambientali. L'altro progetto è invece quello di realizzare un impianto che permetta la lavorazione in loco di oltre 10.000 tonnellate di marmo. Si tratta di un investimento di 6 milioni di euro, che permetterà di creare almeno 20 nuovi posti di lavoro, anche femminile». Secondo il presidente della Cooperativa Apuana, più che l'approvazione di una nuova legge, per tutelare l'ambiente sono necessari maggiori controlli. «Un lavoro pubblico – sottolinea Baisi - viene affidato solamente ad aziende certificate, mentre per coltivare una cava basta essere iscritti alla Camera di Commercio. E' invece necessario dimostrare serietà e solidità. Noi, negli anni, lo abbiamo sempre fatto tutelando per primi l'ambiente e il territorio perchè in è esso siamo radicati». Baisi spiega poi come l'attività della Cooperativa crei ricchezza non solo tra i soci, ma su tutto il tessuto sociale.
«Senza contare il comune di Vagli – afferma Baisi – a cui vanno introiti annuali di circa 500mila euro, nel 2014 abbiamo distribuito più di 100mila euro per il miglioramento della strumentazione informatica, per aiutare le associazioni di volontariato che operano sul territorio, per il rifacimento di chiese inagibili e per l'acquisto di macchinari sanitari».
No dal coordinamento. Un no al piano regionale, nel punto in cui prevede l’ok della Commissione regionale del paesaggio per la valutazione dei progetti di cava, arriva invece dal coordinamento delle aziende lapidee apuo-versiliesi: «Una scelta molto grave, un'aggravante nei procedimenti per la valutazione dei progetti che potrebbe portare al blocco totale delle cave di tutta la Toscana. Le imprese sono già controllate da un considerevole numeri di protocolli e procedure, l'introduzione di una nuova commissione, come la non soluzione delle principali criticità e la non valutazione dell'importanza di alcuni articoli contenuti nel Pit porteranno alla fine del comparto».
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