Finanza
Da Kedrion lavoro e ricchezza per la Valle
In attesa delle 90 assunzioni nel nuovo stabilimento, c’è già l’occupazione per il cantiere e la gestione del progetto
CASTELVECCHIO PASCOLI. Quattordici mesi dalla posa della prima pietra all’ultimazione della struttura; lo stesso tempo, se non qualcosa di più, per ottenere le autorizzazioni per l’autorizzazione come officina farmaceutica e procedere con la fase dei collaudi e della riqualificazione della parte esterna.
Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 è prevista l’apertura definitiva e la messa in funzione del nuovo impianto Kedrion di Castelvecchio Pascoli, realizzato in tempi record proprio sotto il centro turistico del Ciocco e a 7 chilometri dallo stabilimento produttivo di Bolognana che occupa oltre 500 persone ed è in grado di lavorare tutti gli stadi del plasma, dal frazionamento alla purificazione, fino al prodotto finito.
In un periodo in cui l’economia soffre e sono tanti, anche nella Mediavalle, i lavoratori rimasti a spasso dopo la chiusura di alcune aziende storiche, qui si va in controtendenza accelerando verso l’uscita dalla recessione.
Così da un investimento di oltre 67 milioni di euro si prevedono dalle 70 alle 90 assunzioni entro il 2017, quando l’impianto sarà definitivamente operativo. Intanto per la gestione del progetto sono già state assunte 20 persone per il biennio 2014-2015 mentre il cantiere, avviato nel gennaio 2014, finora ha impiegato ogni giorno tra le 45 e le 50 maestranze di media. Tutto questo oltre all’indotto.
Lo stabilimento occupa una superficie di 5000 metri quadrati ed è l’ampliamento di un magazzino già esistente a servizio dell’impianto di Bolognana. Qui si potranno purificare fino a 2 milioni di litri equivalenti di plasma raccolto negli Stati Uniti per la produzione di immunoglobuline di nuova generazione al 10%.
La nuova struttura quindi andrà a inserirsi nel modello industriale di Kedrion rafforzando un sistema integrato e armonizzato di attività dislocate su diversi Paesi, con l’Italia al centro.
Il flusso produttivo delle nuove immunoglobuline prevede infatti che gli impianti di Melville, nello stato di New York, e di Godollo, in Ungheria, forniranno gli intermedi lavorati da purificare a Castelvecchio Pascoli, mentre il prodotto finito verrà realizzato a Bolognana. «Potevamo scegliere di realizzare lo stabilimento in Canada, dove avremmo avuto maggiori certezze a livello legislativo – rivela il presidente di Kedrion, Paolo Marcucci – abbiamo deciso invece di puntare sull’Italia perché qui abbiamo il nostro know-how e vogliamo rafforzarne la centralità nel nostro modello di business». Ma avere un immobile e gli impianti non basta. «In Italia – prosegue – abbiamo una normativa nazionale che rende complicati gli investimenti per l’innovazione degli impianti, pratiche per l’importazione dei prodotti che sfiorano un anno di tempo e una burocrazia che non ci permette di essere competitivi. In questo caso però abbiamo trovato grande disponibilità dal Comune di Barga e dalla Regione che si sono impegnati a darci tempi certi». Il nuovo impianto di Castelvecchio è un piccolo gioiello di funzionalità e ricerca innovativa, con brevetti e segreti industriali da proteggere. Ora c’è bisogno solamente di collaudi e autorizzazioni, oltre che di un sopralluogo ispettivo da parte del ministero della Salute, per iniziare finalmente il ciclo produttivo.
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