Attenzione
Antenna a Sant’Alessio, il Comune contro l’Asl
Lucca, l’amministrazione contesta il parere dell’azienda contraria all’installazione: «Si formulano rilievi urbanistici, se ci sono rischi valgono per ogni ripetitore»
LUCCA. L’amministrazione comunale manifesta il suo stupore nel ricevere per conoscenza da parte del dipartimento di prevenzione dell’Asl2 un parere, quanto meno singolare, in merito all’antenna Telecom di S.Alessio.
Lo dice Palazzo Orsetti, irritato da un intervento che evidentemente ritiene fuori luogo.
«Colpisce il riferimento - dice il Comune - ad una serie di aspetti che certamente esulano dalla competenza dell’azienda sanitaria. Infatti, non solo viene focalizzata l’attenzione sulla “pubblica utilità” dell’antenna, che non spetta al dipartimento di prevenzione dell’Asl valutare, ma, addirittura, si formulano considerazioni di carattere urbanistico che, come è noto, non sono di competenza dell’azienda sanitaria. Sul primo aspetto si rileva di nuovo, come già ribadito in più occasioni, che le stazioni radio base, secondo le normative vigenti, sono equiparate ai servizi di urbanizzazione primaria. Quanto all’individuazione del luogo, si precisa che la legge regionale 49/2011 prevede che “L'osservanza dei criteri localizzativi non può pregiudicare la funzionalità delle reti di radiocomunicazione”. Al riguardo è noto che, seppur tardivamente, l’amministrazione ha acquisito dai gestori la documentazione con la quale è stata motivata la scelta del sito in relazione alle necessità di efficace copertura della zona. Pertanto su questo aspetto, in questa fase della procedura, il Comune non ha possibilità di incidere a meno di non commettere un vero e proprio illecito in relazione ad un titolo autorizzatorio valido ed efficace, anche alla luce del parere positivo reso dalla locale Soprintendenza.
«Inoltre - continua Palazzo Orsetti - sorprende leggere nel parere - un invito rivolto direttamente all’amministrazione comunale affinchè ponga in essere “ogni atto al fine di spostare la stazione radiobase” quando è noto che l’amministrazione ha prima incontrato e poi chiesto formalmente la sospensione dei lavori ottenendo però una risposta negativa. In ogni caso, queste valutazioni non competono all’Asl dal momento che esse non si riferiscono a profili di rischio sanitario. Non si comprende, pertanto, il motivo di tali osservazioni. La sede più opportuna per svolgere queste considerazioni sarebbe stata infatti la riunione dell’Osservatorio Permanente sulla Telefonia Mobile del 21 gennaio 2014 nella quale si è discusso del progetto relativo all’antenna di S. Alessio, tuttavia nonostante la rituale convocazione non era presente nessun rappresentante dell’Asl2.
«Quanto al rischio sanitario, è lo stesso parere a sostenere come non vi sia attualmente alcuna evidenza scientifica sul fatto che le emissioni elettromagnetiche siano dannose per la salute, né a quale livello di esposizione eventualmente lo diventino. Arpat ha ribadito in tutte le sedi che le emissioni previste dalla stazione radio base sono bel al di sotto dei limiti previsti. A tale proposito l’Amministrazione avrà cura che siano disposti, anche dopo la messa in funzione dell’antenna, tutti i controlli necessari a garantire il rispetto dei valori soglia. Se però, il Dipartimento di Prevenzione ritiene che esista un rischio sanitario specifico anche al di sotto di tali parametri ed è in condizione di dimostrare scientificamente tale assunto, ci aspettiamo che emani ulteriori pareri di analogo tenore anche per tutte le altre centinaia di antenne che sono attualmente installate nel comune e nella provincia ».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
