La manifestazione
La promessa dell’assessore: lì niente cemento
Serena Mammini (urbanistica) parla del futuro dell’area: potrà essere usata come parco pubblico o per orti urbani
LUCCA. Con l’assoluzione della «Valore spa» dall’inchiesta sul parco S. Anna (la procura aveva chiesto una sanzione pecuniaria di 300mila euro) i terreni tornano definitivamente all’immobiliare pratese che li aveva già ottenuti nel maggio 2013 attraverso il dissequestro. Ma la Valore spa è fallita e quindi il bene passa sotto il controllo del curatore fallimentare nominato dal tribunale di Prato. «L’architetto Valentini - spiega l’avvocato Francesco Marenghi - ha proseguito la sua azione legale per la mancata approvazione del piano, pure adottato, del parco S. Anna. Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza del gip (90 giorni per il deposito) per poi far agire. Constato con rammarico che una situazione di discussione e di scontro politico-amministrativo abbia dato luogo a carcerazioni preventive capaci di togliere dignità e reputazione a persone che alla luce degli atti sono risultate del tutto estranee».
Allo stato attuale è un’area “non pianificata” dal punto di vista urbanistico. Ma una sua più chiara classificazione (e destinazione) sarà messa nero su bianco con la riscrittura del piano strutturale. È sempre in primo piano il “parco di Sant’Anna”, quattrocentomila metri quadri di terreno sui quali la Valore di Giovanni Valentini aveva investito 18 milioni (per l’acquisto) riponendovi i migliori auspici per un futuro prossimo e anche più. Saltata, con la variante del marzo 2012, la destinazione edificatoria, oggi l’area che si estende lungo viale Einaudi è ancora al centro della discussione urbanistica. «Stiamo elaborando il piano strutturale - spiega l’assessore all’urbanistica Serena Mammini -. Alla fine del percorso partecipato il risultato sarà esposto in un seminario pubblico».
Assessore Mammini, com’è configurato oggi il parco di Sant’Anna dal punto di vista urbanistico?
Il parco ha caratteristiche di territorio rurale: così risulta dall’atto ricognitivo eseguito secondo legge prima della stesura del nuovo piano strutturale, che compie una prima suddivisione tra le aree in urbanizzate e non urbanizzate. Più precisamente, oggi, il parco di Sant’Anna è considerato area periurbana non urbanizzata.
Cosa potrebbe cambiare col nuovo piano strutturale?
Dovremo stabilire in fase progettuale di piano strutturale se rendere il parco di Sant’Anna urbanizzato o farlo rimanere al rango di territorio rurale puro.
Che tipo di differenze potrebbe determinare nel futuro del parco di Sant’Anna l’una o l’altra classificazione?
Sottolineo che tutto il percorso che stiamo affrontando è partecipato dalla presenza di un gruppo di cittadini. La differenza che si potrebbe determinare è questa: in virtù di una classificazione come area urbanizzata il parco potrebbe essere trasformato in parco urbano attrezzato, ad esempio. In presenza invece di una classificazione come area non urbanizzata, il parco rimarrebbe vocato a bosco. Devo dire però che anche se si decidesse di configurare il parco come area urbanizzata questo non sarebbe da tradurre in autorizzazione a costruirvi: al massimo ci si potrebbe edificare un chiosco.
Si spieghi meglio.
Voglio dire che a prescindere dalla classificazione - se di parco urbano o di territorio solo agricolo e boschivo - per la nostra amministrazione la funzione prevalente di questo terreno è di area a verde, di parco.
Vista la premessa restrittiva, se l’amministrazione volesse realizzare nel parco di Sant’Anna un’area verde pubblica e attrezzata, non sarebbe opportuno acquistare il terreno dalla Valore? Avete mai pensato a questa possibilità?
Sono fasi successive al piano strutturale. La valutazione spetterà, al momento giusto, all’ufficio patrimonio. Noi intanto definiamo la destinazione d’uso. Il piano operativo del piano strutturale entrerà nei dettagli. Una cosa è certa: il parco di Sant’Anna manterrà il suo ruolo di polmone verde. Si vedrà se ricavarvi orti urbani o un parco attrezzato, la sostanza non cambia».
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