Finanza
Il comitato: «Se ci avessero ascoltato...»
I rimpianti del gruppo che ha da subito avversato il progetto: «Tutto poteva risolversi in altro modo»
LUCCA. La notizia del proscioglimento degli indagati per l’operazione che ha visto al centro dell’attenzione Via Einaudi e il megaprogetto della Valore SpA non poteva lasciare indifferenti i membri dell’Associazione Parco Sant’Anna, riuniti anche in questi giorni per portare avanti le loro iniziative.
Fu questo manipolo di persone, spinte poi da gran parte della popolazione del quartiere diventati soci, a dare notizia alla gente di Sant’Anna della possibile rivoluzione all’interno dell’area di via Einaudi–via del Bozzo, che avrebbe ovviamente modificato la vita non solo di Sant’ Anna, ma anche di tutta l’area ovest della periferia cittadina. Ricevuta notizia proprio da un articolo de “Il Tirreno”, il gruppo si organizza e si costituisce in associazione: iniziano rapporti con i partiti presenti in consiglio comunale ed i suoi rappresentanti, con l’ex sindaco Mauro Favilla per denunciare l’illegittimità del piano in quanto approvato con un Regolamento Urbanistico non conforme ad un piano strutturale.
Queste le parole – a nome del Consiglio dell’Associazione, dopo la sentenza emessa nel tardo pomeriggio di mercoledì – dell’attuale presidente Roberto Spinelli: «La nostra associazione si rallegra per il proscioglimento degli indagati dell’operazione “Volpe nel deserto” precisando che l’associazione - dal 2008 impegnata nella tutela dell’area di Via Einaudi - non ha mai parlato di pratiche corruttive da parte di qualcuno dei soggetti coinvolti nei confronti dell’amministrazione Comunale, né tantomeno ha mai toccato il tema della corruzione.
«L’associazione che rappresento - continua Spinelli - si è impegnata in quella fase della politica lucchese per segnalare agli organi preposti alle scelte del futuro della nostra città che il piano attuativo approvato dal commissario Francesco Lococciolo era illegittimo in quanto non conforme agli strumenti urbanistici esistenti e successivamente decaduto per normale scadenza quinquennale».
Il resto del comunicato del presidente Spinelli non accenna a trionfalismi, ma bensì ad un rammarico: «Resta l’amarezza per non essere stati mai ascoltati preventivamente dagli organi di governo del territorio dell’epoca, che in tutte le sedi sostenevano il contrario rispetto a quello che poi si è verificato: se avessero dato il peso che meritavano le nostre osservazioni, ci sarebbe stata una risoluzione meno drastica della vicenda del Parco di S. Anna».
Finita la vicenda strettamente legale del progetto in merito all’area ovest del quartiere di S. Anna, l’Associazione non ha smesso di avere un ruolo attivo in merito alle vicende dell’urbanistica cittadina. Dopo aver mostrato di “capirne più dei rappresentanti” dei poteri decisionali, i suoi esponenti sono sempre più richiesti per suggerimenti e proposte, oltre a tenere occhi vigili su quanto accade nelle sedi decisionali, affinchè le scelte sul futuro di S. Anna, e di Lucca in generale, avvengano nel modo più corretto e condiviso possibile.
Non manca poi un impegno alla possibile realizzazione del Parco, così come previsto dall’ultimo Piano Strutturale, che interessi l’area tra via Pisana e viale Puccini, che parta da Dorati fino a via del Bozzo, al confine con il quartiere di S. Angelo: in tal senso verteranno le prossime iniziative dei suoi membri.
Michele Citarella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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