Il Tirreno

Lucca

Valentini e Pieri assolti dall’accusa di calunnia

Luca Tronchetti
Valentini e Pieri assolti dall’accusa di calunnia

Per il giudice è priva di fondamento la querela presentata dall’ex parlamentare Piero Angelini

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LUCCA. La procura nella requisitoria aveva chiesto un anno e mezzo all’architetto pratese della Valore Giovanni Valentini e un anno e quattro mesi all’architetto Lorenzo Pieri accusati di calunnia nei confronti dell’ex parlamenta re Piero Angelini esponente di Governare Lucca che li aveva denunciati dopo le dichiarazioni spontanee rese dal progettista del complesso previsto nel parco S. Anna il 14 aprile 2011, due mesi prima degli arresti shock. Ma il giudice dell’udienza preliminare, Silvia Mugnaini, li ha assolti entrambi con formula piena. Privo di fondamento, per il giudice, il presupposto della querela presentata in procura. Stando all’accusa l’allora azionista di maggioranza della Lucchese aveva affermato che l’ex onorevole democristiano aveva convocato l’architetto Pieri e che il professionista gli disse che nel colloquio con Angelini l’esponente di Governare Lucca gli disse, senza mezzi termini, che se la Valore spa intendeva realizzare il piano attuativo del progetto doveva passare da lui. Una sorta di estorsione. Quelle dichiarazioni avevano spinto l’ex parlamentare a presentare la denuncia per calunnia.

Soddisfazione della difesa. Per la procura quella di ieri è stata una sorta di Caporetto al termine di una battaglia giuridica durata quasi 4 anni. «L’udienza di oggi? È andata come doveva andare» sintetizza l’avvocato Luigi Velani, legale dell’ingegner Andrea Ferro. «Non c’erano elementi per mandare a giudizio gli imputati. E d’altronde il Riesame prima e la Cassazione poi avevano già detto tutto su questa inchiesta». Sarcastico l’avvocato Sandro Guerra, legale di Marco Chiari: «È il logico e giusto epilogo di un’inchiesta fondata su illazioni e senza uno straccio di prova». Al settimo cielo l’ex super assessore Marco Chiari: «Una sentenza che mi riabilita al 100% e che dimostra che il sottoscritto non è un corruttore. Ho dovuto sopportare l’umiliazione della galera, sono stato ritenuto alla stregua di un appestato ed emarginato dalla società e nel campo lavorativo».

La tessera di Tani. Dall’interrogatorio reso da Valentini emerge, tra gli altri, un particolare. La famosa tessera vip concessa a Tani in realtà era un pass. «Che avevano 49 persone. - dice l’architetto - Dal vescovo al presidente della Provincia sino all’allora esponente della minoranza Alessandro Tambellini».

 

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